Stipendi in ritardo e aggressioni Protestano le guardie Aquila

30 Ottobre 2018

ORTONA . Il personale addetto alla vigilanza e al trasporto valori della società Aquila Srl di Ortona proclama lo stato di agitazione. Lo annuncia l’Ugl Sicurezza Civile tramite il suo segretario...

ORTONA . Il personale addetto alla vigilanza e al trasporto valori della società Aquila Srl di Ortona proclama lo stato di agitazione. Lo annuncia l’Ugl Sicurezza Civile tramite il suo segretario regionale Fabio Urbini. «In relazione alle problematiche del pagamento degli stipendi e alla mancanza di Dpi (dispositivo di protezione individuale) ai lavoratori, in particolare quelli operanti nelle strutture sanitarie di Chieti e Pescara sempre più frequentemente oggetto di aggressioni prima da parte degli utenti e poi della loro stessa azienda tramite assurde contestazioni disciplinari per essere intervenuti come nell’ultimo caso di Pescara», dice Urbini, «l’Ugl Sicurezza Civile, a tutela dei lavoratori rappresentati e impiegati nell’Aquila Srl, ha indetto lo stato di agitazione, informando il Prefetto di Pescara e Chieti, province in cui l’azienda opera maggiormente». «Lo stato di agitazione», spiega Urbini, «nasce da una valutazione negativa su alcune problematiche che, attualmente, investono il personale Aquila operante nel settore vigilanza e trasporto valori. In particolare, con riferimento al mancato pagamento della retribuzione mensile come previsto dal Ccnl vigente con ritardo di oltre 2 mesi e mezzo e alla mancata consegna ai lavoratori degli statini mensili di servizio per verificare se quanto pagato corrisponde agli orari fatti come da verbale precedente in cui Aquila si impegnava ad allegarli alla busta paga ben oltre un anno fa. Tra i motivi ci sono anche la differenziazione tra le sedi di Molise e Abruzzo con pagamenti differenziati a favore della sede molisana e le mancate risposte alle note inviate su problematiche di primaria importanza per i lavoratori presenti nelle strutture sanitarie di Chieti e Pescara. Siamo certi», conclude Urbini, «che viste le numerose segnalazioni ad oggi inevase dalla Prefettura, questa volta le autorità competenti daranno attenzione e vorranno risolvere una situazione che si trascina da anni ed che ormai è diventata insostenibile per i lavoratori».