«Stop al degrado, può attirare i cinghiali»

La proposta di D’Adamo al Comune: le zone incolte vanno pulite, sono il rifugio degli animali selvatici
VASTO. Un’ordinanza che obblighi i proprietari dei terreni a pulire le aree per evitare che diventino rifugio di cinghiali. A chiederlo sono diversi cittadini, in particolare Nicola D'Adamo, ex dirigente Pilkington in pensione e giornalista. Le zone incolte e poco pulite della città attirano maggiormente gli animali selvatici. «Il Comune», scrive D’Adamo in una lettera indirizzata all'amministrazione comunale, «dovrebbe concedere trenta giorni di tempo ai cittadini per ripulire le aree private. Al termine dei 30 giorni dovrebbero scattare le multe. I cinghiali non trovando un posto dove rifugiarsi sarebbero costretti a cambiare zona e, si spera, a tornare nelle zone boschive, il loro habitat naturale. Le aree incolte non sono solo rifugio naturale dei cinghiali, ma anche zone facilmente vulnerabili in caso di incendi. La mia proposta non è una novità. È già stata adottata da molti Comuni italiani. La speranza è che venga presa in considerazione anche a Vasto».
La proposta di Nicola D'Adamo nasce dall'esigenza di liberare alcune zone della città, riviera compresa, dalla sporcizia e contestualmente dagli animali selvatici. «Mi appello a tutte le autorità. Fate ripulire tutte le aree incolte. L'azione può limitare la presenza di cinghiali», insiste D'Adamo, «purtroppo c'è un immobilismo generale. Chi vuole agire viene bloccato da leggi emesse più di 30 anni fa. Partendo dal dato di fatto che i cinghiali costieri si rifugiano fra canneti, cespugli e aree incolte in genere, il Comune potrebbe obbligare i proprietari delle aree maltenute a curarle maggiormente. Ne trarremmo tutti giovamento». (p.c.)

