Stop alla mensa, 57 lavoratori restano senza stipendi: è protesta

7 Ottobre 2021

Dopo la rabbia dei genitori per i figli costretti a mangiare panini a scuola, scoppia un altro caso I dipendenti della Ladisa si fanno sentire sotto al Comune, l’assessore: «Incontrerò i sindacati»

CHIETI. Oltre ai genitori sul piede di guerra per la mancata ripresa del servizio mensa, scoppia anche la protesta dei 57 lavoratori della Ladisa sospesi dal lavoro a luglio scorso e da allora senza stipendio. Non essendo stato riaffidato il servizio, i dipendenti sono rimasti assunti dalla Ladisa, il precedente gestore, ma senza più lavoro né stipendio. Ieri mattina una ventina di loro è andata a protestare davanti al Comune dove ha parlato con l’assessore comunale all’istruzione Teresa Giammarino e il consigliere comunale Maurizio Costa. Nel frattempo il Comune ha deciso cosa fare per affidare temporaneamente il servizio di refezione scolastica: a giorni sarà pubblicato l’avviso per trovare un gestore temporaneo. Nelle clausole dell’avviso pubblico c’è anche il «tendenziale mantenimento dell’occupazione». Una formula con cui si cerca di salvaguardare il più possibile i 57 lavoratori della mensa.
LAVORATORI IN PROTESTA La delegazione di dipendenti del servizio mensa si è radunata ieri mattina alle 9 davanti al Comune. Tra cuochi, scodellatrici e autisti sono in 57. Dovevano ripartire a lavorare lunedì scorso, ma non essendo ripartito il servizio, di loro non si sa più cosa fare. Secondo l’iter programmato sarebbero dovuti passare dalla Ladisa al nuovo gestore. Ma, avendo il Tar sospeso l’appalto, è come se fossero rimasti sospesi anche loro. Solo che sono padri e madri di famiglia, con bollette da pagare e bambini da mandare a scuola. Non possono rimanere senza stipendio fino al prossimo 11 marzo, quando il Tar si esprimerà nel merito del ricorso contro l’appalto formulato proprio dalla Ladisa. I lavoratori hanno chiesto al Comune di incontrare la Ladisa, alla quale comunque non hanno nulla da recriminare, e di sbloccare in qualche modo la situazione. Chiedono, dunque, che il Comune trovi in fretta un nuovo gestore e che vengano inseriti, sempre che la procedura lo consenta, nell’appalto temporaneo. L’assessore Giammarino si è impegnata a cercare soluzioni sia per loro che per far ripartire la mensa il più presto possibile. «Per prima cosa incontrerò i sindacati», ha detto, «che già ci hanno chiesto un vertice. E insieme a loro vedremo il da farsi». Anche il consigliere Costa ha promesso vigilanza.
CERCASI GESTORI MENSA Servirà almeno un mese e, probabilmente, anche un mese e mezzo per individuare il nuovo gestore del servizio di refezione scolastica, sino a quando, a marzo prossimo, il Tar non si pronuncerà sull’appalto comunale sospeso. La strada scelta è quella della procedura negoziata, per cui nei prossimi giorni sarà pubblicato un avviso che definirà tutti i parametri del servizio. Si procederà così alla definizione di un elenco di operatori economici da invitare a formulare le offerte sullo svolgimento del servizio stesso. A quel punto le ditte disponibili faranno pervenire la loro offerta, che sarà valutata in tutti i suoi aspetti per arrivare a un affidamento temporaneo del servizio. Il Comune nominerà un nuovo responsabile del procedimento che dovrebbe imporre un ritmo serrato a tutto l’iter. «Nell’avviso», ha detto il sindaco Diego Ferrara, «è nostra intenzione inserire la clausola sociale, un meccanismo finalizzato al tendenziale mantenimento dell’occupazione, al fine di garantire, per quanto possibile, anche le maestranze».
INCONTRO CON I GENITORI Per lunedì prossimo è fissato un incontro con i rappresentanti dei genitori per spiegare cosa sta succedendo. «Siamo determinati a stringere al massimo i tempi», ha assicurato Ferrara, “perché ci rendiamo ben conto della gravità della situazione creatasi con la sospensiva e vogliamo che i bambini abbiano a scuola il pasto previsto dal servizio, anche in questa fase complessa e difficile da gestire. Abbiamo previsto l’incontro con i rappresentanti dei genitori, che faremo interloquire direttamente con la nostra struttura tecnica».