Stop alla mensa, lite in Comune Ferrara: l’assessore non si dimette

6 Ottobre 2021

Ancora scontro sull’appalto da 5 milioni sospeso dal Tar, l’opposizione rilancia: via Giammarino Ma la maggioranza difende il suo operato: nessuna responsabilità, la politica non sceglie i gestori

CHIETI. Infuria la polemica sulla mancata riattivazione della mensa scolastica e nel mirino delle opposizioni finisce l’assessore all’istruzione Teresa Giammarino. Fratelli d’Italia ne chiede le dimissioni e a difenderla arrivano tutti i gruppi consiliari di centrosinistra. Chieti per Chieti, Pd e Sinistra con Diego passano al contrattacco e bollano come «strumentali e fuori luogo» le polemiche contro l’assessore. «Chi parla è stato già dimesso per non aver risolto 74 milioni di problemi della città», dicono riferendosi al passivo con cui si chiude il bilancio 2020. «Il pronunciamento del Tar non mette affatto in discussione l’attività dell’amministrazione sull’appalto della refezione scolastica», continuano i tre gruppi consiliari, riferendosi al fatto che i giudici amministrativi hanno sospeso l’appalto mensa da 5 milioni per un problema tecnico che, dunque, non avrebbe nulla a che fare con la decisione politica della giunta e dell’assessore Giammarino di fare una gara per trovare un nuovo gestore. «Né l’assessore né il sindaco Diego Ferrara», continuano, «hanno responsabilità su gare che si svolgono in trasparenza e secondo tracciati stabiliti dalla legge, né si occupano dei gestori, se non per richiedere il rispetto degli standard di uno dei servizi a domanda individuale più importanti e sensibili per la natura dell’utenza. Chi oggi urla e chiede dimissioni, piuttosto riconosca le sue responsabilità quando era classe dirigente, su un appalto trascinato di proroga tecnica in proroga tecnica e lasciato irrisolto a chi arrivava dopo».
Ma le polemiche non si arrestano. In replica ai consiglieri della Sinistra con Diego, interviene anche la capogruppo di Azione politica Serena Pompilio: «Nella più totale insipienza Alberta Giannini, Edoardo Raimondi e Silvio Di Primio accusano gli altri “della sindrome del primo della classe” consapevoli, evidentemente, di non poter mai assurgere a tale ruolo visti gli esiti nefasti della conduzione del servizio di refezione scolastica. In ordine al riferimento alla mia partecipazione alla commissione mensa, preciso che i tre ignorano anche i regolamenti comunali confondendo concetti quali titolarità e vincolo di mandato. Ancora una volta prendo atto che la mia libertà di espressione di voto è scomoda a molti soprattutto a coloro che sono abituati ad alzare la mano a comando. Forse», rincara la dose Pompilio, «sarebbero più credibili se rivolgessero gli inviti a dimettersi agli assessori coinvolti da una incapacità lapalissiana».
Nel frattempo ieri sindaco e assessore hanno incontrato le presidi dei comprensivi scolastici al fine di sollecitare la massima collaborazione per alleviare i disagi derivanti dalla sospensiva del Tar sull’appalto mensa. «Abbiamo chiesto alle dirigenti scolastiche», riferiscono sindaco e assessore, «di lavorare, insieme, per andare incontro il più possibile alle famiglie e alleviare i disagi finché non ci sarà una soluzione diversa da quella del pasto da casa. Contestualmente, con gli uffici stiamo lavorando per vagliare e intraprendere la procedura più rapida per individuare un nuovo gestore protempore».