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23 Settembre 2021

CHIETI. Vendevano la droga anche ai minorenni. Diciassette persone sono indagate in un’inchiesta della procura di Chieti che ha svelato un maxi giro di cocaina, hashish e marijuana. Un affare...

CHIETI. Vendevano la droga anche ai minorenni. Diciassette persone sono indagate in un’inchiesta della procura di Chieti che ha svelato un maxi giro di cocaina, hashish e marijuana. Un affare illecito da decine di migliaia di euro al mese venuto alla luce grazie soprattutto alle intercettazioni telefoniche. Il sostituto procuratore Marika Ponziani ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. La guardia di finanza di Pescara ha ricostruito oltre cento episodi di spaccio, riassunti in 70 capi di imputazione, avvenuti tutti tra San Giovanni Teatino, Francavilla al Mare, Torrevecchia Teatina e Ripa Teatina. A colpire è la giovanissima età di molti clienti: alcuni di loro, all’epoca dei fatti contestati, non avevano neppure 18 anni. Come il ragazzino che – in base all’accusa – ha «ripetutamente» acquistato hashish da Mario Palazzo, uno degli indagati, per una cifra «non inferiore» a 1.400 euro.
I prezzi delle dosi? Per mezzo grammo di cocaina, servivano 50 euro. O almeno è questa la «tariffa» applicata da Alex Stefanucci e Paride Marinucci, due delle persone finite sotto accusa, a un uomo che si è rifornito da loro per un lungo periodo, tra il 2016 e gennaio del 2019. Ma erano sufficienti anche 10 euro per comprare una dose di marijuana. Gli affari subivano un’impennata soprattutto in prossimità delle feste. Un esempio lampante è la notte di San Silvestro del 2018, quando i clienti cercavano ripetutamente al telefono i pusher per assicurarsi la cocaina da portare ai veglioni. Tra gli acquirenti più assidui c’è un calciatore dilettante (non indagato).
Nei guai anche Christian De Sanctis, un nome piuttosto noto nell’ambiente della criminalità pescarese: nel 2019 venne arrestato in un’inchiesta per spaccio ed estorsione nata nell’ambito delle indagini (e soprattutto delle intercettazioni telefoniche) per l’omicidio del 28enne Alessandro Neri. Sotto accusa sono finiti anche Massimo Di Nardo e il figlio Danilo, nel 2019 condannati in primo grado a 6 anni di carcere ciascuno perché trovati nella loro abitazione di Francavilla con 26 grammi di cocaina, «utili per il confezionamento di 61 dosi».
L’unica donna indagata è Debora Domenicucci, nativa di Chieti e residente a Francavilla, in passato invischiata in vicende di droga: tra le altre accuse, c’è quella di aver acquistato e detenuto «ai fini di spaccio», in concorso con i Di Nardo e De Sanctis, cocaina per «un valore pari a 7mila euro».
Gli indagati – difesi dagli avvocati Marco Di Giulio, Mauro Faiulli, Vincenzo Di Girolamo, Alessandra Paolini, Fernando Rucci e Laura Teti – hanno venti giorni di tempo per presentare memorie, produrre documenti e chiedere di essere interrogati.
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