Stop alla raccolta abusiva di tartufi

6 Settembre 2019

Guardiagrele, i volontari distruggono i prodotti sequestrati per nuove semine

GUARDIAGRELE . Con il sequestro di un quantitativo di tartufi raccolti illegalmente, con metodi non autorizzati o al di fuori del calendario di raccolta, prosegue nel territorio pedemontano della Maiella l’attività delle guardie ecologiche dell’Associazione Tartufai della Maiella, iniziata la scorsa primavera con l’autorizzazione della prefettura. «Il lavoro svolto dalle nostre guardie ecologiche», spiega il dirigente del sodalizio Giovanni Scioli, «ci ha permesso di recuperare delle quantità di tartufi che, nei prossimi giorni, su mandato della prefettura che ne ha avallato la distruzione, ci prepariamo a restituire al patrimonio tartufigeno. Infatti», precisa Scioli, «andremo a disperdere sulle tartufaie della nostra zona le soluzioni sporali che, adeguatamente preparate, serviranno alla rigenerazione di quelle danneggiate attraverso azioni indebite». Scioli precisa quindi che a mettere in atto questa operazione saranno gli iscritti alla Associazione Tartufai della Maiella e le guardie volontarie con l’ausilio dei carabinieri forestali, che andranno a curare la parte giuridico istituzionale dell’intervento.
«In merito al ciclo biologico del tartufo», spiega Scioli, «è giusto ricordare che la caratteristica di vivere sottoterra non consente al tartufo di riprodursi mediante dispersione delle spore, così come avviene per altri funghi epigei, tuttavia l’aroma emesso dal carpoforo maturo, richiama insetti ed altri animali che si cibano del prezioso fungo. Sono proprio questi animali che rappresentano un importante veicolo per la diffusione delle spore, anche ad una certa distanza. Pare infatti», aggiunge Scioli, «che le ascospore, dopo aver attraversato l’apparato digerente dell’animale, abbiano una maggiore capacità di germinazione, ciò sarebbe dovuto all’azione dei succhi gastrici sulla parete delle spore. Queste ultime», conclude Scioli, «possono rimanere nel terreno per molti anni senza germinare, tuttavia in primavera, quando le condizioni di clima e di terreno lo consentono, possono germinare se vengono a contatto con radici di piante idonee».
Giovanni Iannamico