«Stop alle proroghe, archiviate la pratica»

Tre associazioni chiedono alla Regione di non concedere ulteriori dilazioni alla richiesta di insediamento della Marcantonio Sas
LANCIANO. «Archiviate la pratica inceneritore, non concedete ulteriori proroghe»: è la richiesta che associazioni ambientaliste e comitati di cittadini rivolgono alla Regione. Il “Comitato No Inceneritore in Val di Sangro” col presidente Marco Severo, il Wwf zona frentana e Costa Teatina, con la presidente Fabrizia Arduini e Noimessidaparte-Aps, con il presidente Walter Mergiotti, diffidano la commissione di Valutazione di impatto ambientale della Regione Abruzzo, nella proroga dei termini per valutare il progetto. L’impianto dovrebbe sorgere a ridosso dell’Oasi di Serranella, in prossimità del fiume Sangro, vicino alle aree protette di Mozzagrogna e di Torino di Sangro, sul territorio di Lanciano. Si tratta di una struttura biomassa/inceneritore da 26 MWt che può trattare 33mila t/anno di rifiuti e 52.560 t/anno è la capacità di trattamento. Alla fine saranno prodotti gas (syngas: 1% d’idrogeno solforato, 8% di monossido di carbonio), olio (synoil: 1% di zolfo, idrocarburi policiclici aromatici) e carbone (chair: 80% amorfo, cosiddetta feccia che contiene cloro [che è la base della diossina] nella componente volatile; 18% ceneri, ossidi metallici; 2% idrogenuri e solfuri), combustibili che poi saranno bruciati per alimentare 24 ore su 24 una turbina a vapore per la produzione di energia elettrica.
Dopo oltre due anni dalla presentazione del progetto di pirogassificazione di rifiuti la società proponente, Marcantonio Sas, ha chiesto una proroga per integrare il progetto fino al 31 dicembre 2017. «Il 30 maggio scorso, il responsabile del servizio valutazione ambientale», affermano Arduini, Mergiotti e Severo, «invia una nota in cui intima all’azienda proponente di integrare il progetto con i documenti richiesti, che nessuno conosce, pena l’archiviazione del procedimento Via. Trenta giorni dopo i documenti integrativi non arrivano sulle scrivanie del servizio di valutazione, ma arriva da parte della proponente, il 4 luglio, quindi oltre il termine precedentemente imposto, una richiesta di sospensione del procedimento fino al 31 dicembre 2017. Il giorno dopo gli stessi dirigenti che avevano predisposto il termine dei trenta giorni, non accolgono la richiesta di sospensione fino a fine anno, in virtù dell’enorme tempo già concesso ma concedono 90 giorni di proroga, poi si procederà comunque a inserire la pratica all’ordine del giorno. Tutto questo ci sembra assurdo. Eppure la normativa è chiara, i termini sono scaduti e non dovevano esser concesse ulteriori proroghe».
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