Strada della Pace nell’abbandono: danni alle auto e proteste a raffica

13 Ottobre 2021

I residenti: «L’asfalto è pieno di buche e il Consorzio di bonifica non interviene, sicurezza a rischio» Torto (M5S): ho inviato una lettera al ministro per sollecitare il passaggio delle competenze all’Anas

CHIETI. Anni di abbandono, enti che si rimpallano le responsabilità o che si trincerano dietro alla mancanza di fondi a disposizione. E così strada della Pace, l’arteria che collega il Theate Center al Buonconsiglio, è diventata ormai intransitabile. Buche e dissesti mettono a rischio la sicurezza degli automobilisti. In alcuni tratti non c’è più traccia neanche dell’asfalto. Ma invece di trovare le risorse necessarie per avviare i lavori, si continua solo ad abbassare il limite di velocità, in modo da sgravarsi di responsabilità in caso di incidenti. Che sono parecchi, perché la strada è molto transitata, essendo anche una strada di collegamento tra diversi centri. E con le piogge di questi giorni, la situazione è ulteriormente peggiorata.
La strada è di proprietà del Consorzio di bonifica che, però, non avendo sufficienti risorse a disposizione, ne ha chiesto il trasferimento ad altri enti. Al momento, però, la situazione è in fase di stallo. Nel frattempo i residenti protestano. «La strada è di vitale importanza per il collegamento tra diversi paesi», dicono, «ci sono anche diverse attività commerciali tra cui un distributore di benzina, un ristorante, una fabbrica di infissi e un meccanico di moto. La strada in alcuni tratti è davvero un colabrodo: gli automobilisti fanno la gimkana per evitare le buche e per chi non ci riesce c’è la rottura di pneumatici e cerchioni, a volte anche degli ammortizzatori. Alcuni hanno anche chiamato le forze dell’ordine. E la Bonifica che fa? Circa 25 anni fa aveva chiuso la strada, ma poi è stata riaperta. E ora spuntano cartelli di pericolo e limiti di velocità. Addirittura, come se non bastassero le buche, hanno istallato diversi dossi che dopo pochi mesi sono tutti saltati via. Molte volte hanno rimesso l’asfalto a freddo che, come è noto, dura poco. E hanno installato dei cartelli con scritto “Consorzio di bonifica – accesso consentito ai soli residenti per l’esercizio delle loro attività”, spendendo pure diverse migliaia di euro». Si lamenta anche chi, come Rita Centofanti, coordinatrice del Comitato Chieti Italia Viva, deve utilizzare la strada per lavoro. «Anche io come tanti ho preso una buca”, dice Centofanti che è fisioterapista, «e mi si sono rotti gomma e cerchione. Il gommista mi ha detto che solo in quella settimana la stessa cosa era successa a una decina di automobilisti. Senza contare il benzinaio, che ci sta rimettendo anche il lavoro». Sulla questione è intervenuta più volte la deputata del Movimento 5 Stelle, Daniela Torto, che sta cercando di far passare la gestione della strada all’Anas: «Il Consorzio di bonifica Centro, non avendo le competenze necessarie sulla viabilità ordinaria, ha chiesto da tempo il passaggio della gestione della strada ad altro ente», ricorda Torto, «purtroppo la realtà è che nessuno dei soggetti pubblici coinvolti ne vuole assumere la gestione. Ho inviato una missiva al ministro Enrico Giovannini e al sottosegretario Giovanni Carlo Cancelleri, per valutare la possibilità che Strada della Pace possa essere affidata alla gestione di Anas Spa».
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