Strada disastrata per Lanciano Il sindaco sfida la Provincia

15 Aprile 2018

GUARDIAGRELE. Anche il sindaco Simone Dal Pozzo scende in campo per evidenziare il pessimo stato di manutenzione della strada provinciale che da Guardiagrele conduce a Lanciano. «Personalmente»,...

GUARDIAGRELE. Anche il sindaco Simone Dal Pozzo scende in campo per evidenziare il pessimo stato di manutenzione della strada provinciale che da Guardiagrele conduce a Lanciano. «Personalmente», spiega il primo cittadino, «ho avuto modo di segnalare la questione alla Provincia, sia con ripetute note scritte, sia nelle varie assemblee dei sindaci convocate per discutere anche di questa problematica, come l’ultima riunione dello scorso 22 marzo. Inoltre», aggiunge Dal Pozzo, «abbiamo avuto modo di parlarne anche in occasione degli incontri con la cittadinanza tenuti nelle diverse contrade interessate, precisamente Villa Sal Vincenzo, San Domenico e San Biase».
Dal Pozzo ricorda, quindi, che alcuni parziali interventi sono stati già programmati, ma si tratta però di poca cosa e le risorse di cui la Provincia dispone, come i 200mila euro stanziati e appena appaltati, sono assolutamente insufficenti. «Appena dopo l’attribuzione di 16 milioni di euro alla Provincia di Chieti», spiega Dal Pozzo, «ho nuovamente messo in evidenza che le nostre strade, come la provinciale Guardiagrele-Lanciano, sono di assoluta importanza, visto sopratutto il pendolarismo che da Guardiagrele porta verso la zona frentana che coinvolge ogni giorno centinaia di cittadini. Per questo motivo», sottolinea Dal Pozzo, «pur non parlando di grandi investimenti, non intendiamo trasferire alla Provincia la quota di sua spettanza delle sanzioni da violazione del Codice della strada accertate lungo la strada provinciale. Sulla base di un nostro progetto, faremo ciò che è nelle nostre possibilità perché almeno si possa arrivare ad effettuare manutenzioni su alcuni tratti particolarmente disastrati. Sappiamo bene che si tratta di pochissima cosa», conclude Dal Pozzo, «ma in questo modo faremo almeno la nostra parte».
Giovanni Iannamico
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