Strada Guardiagrele-Lanciano «Fate qualcosa per ripararla»

GUARDIAGRELE. Strada Lanciano-Guardiagrele: dare della gruviera alla provinciale che collega le due località passando per Villa San Vincenzo e Melone significa minimizzare le condizioni di una delle...
GUARDIAGRELE. Strada Lanciano-Guardiagrele: dare della gruviera alla provinciale che collega le due località passando per Villa San Vincenzo e Melone significa minimizzare le condizioni di una delle carreggiate messe peggio in tutto il Chietino. E su questo argomento torna a polemizzare l’ex maestro guardiese Nicolangelo Carosella.
«Già nel lontano 1992, in un articolo pubblicato sul Centro il 30 aprile, veniva segnalato lo stato di precarietà in cui si trovava la via per effetto della scarsa manutenzione. Sono passati 26 anni», spiega Carosella, «e la situazione è diventata davvero drammatica. Sento lanciare dai sindaci di Fossacesia, Santa Maria Imbaro e Mozzagrogna la proposta di chiudere la strada provinciale che collega i loro Comuni con Lanciano per le condizioni in cui si trova la carreggiata: ebbene, venissero da queste parti per rendersi conto in quale situazione allucinante ci troviamo noi. Eppure questa nostra strada è indispensabile per spostarsi dal mare verso la montagna, per collegare le costrade del territorio guardiese con il centro. Mi piacerebbe leggere qualche mattina, con sorpresa, anche la mia Guardiagrele si è fatta sentire dagli organi preposti e che, finalmente, si prospetti un intervento risolutore per questa strada dimenticata dalle istituzioni».
Già lo scorso settembre Carosella era intervenuto con una nota sul Centro per segnalare le pessime condizioni del manto stradale della Lanciano-Guardiagrele, ex statale 363 ed ora provinciale 215. «Il fatto angosciante», riprende Carosella, «è che nonostante gli appelli non solo dei residenti e degli automobilisti che la percorrono per lavoro ma anche da parte delle forze politiche di minoranza in consiglio comunale, a nessuno interessa le sorti di questo percorso diventato cruciale per non fare alternative che allungano di decine di chilometri. È ora di dire basta a questo stato di cose che si trascina da anni: davvero non se ne può più».
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