Strada occupata per protesta: 16 denunce

Torino di Sangro. Immigrati nei guai per il sit-in di giugno: sono accusati di interruzione di pubblico servizio e violenza privata
TORINO DI SANGRO. Il 3 giugno avevano occupato per protesta la statale Adriatica impedendo a molti pendolari di andare al lavoro. La protesta potrebbe costare cara ai manifestanti. Dopo due mesi di indagini sono stati identificati e denunciati per interruzione di pubblico servizio e violenza privata in concorso. Sono sedici gli immigrati segnalati alla Procura di Vasto.
Le indagini condotte dal comandante della stazione dei carabinieri di Torino di Sangro, Michele Cefaratti e coordinate dal comandante della Compagnia di Ortona, il capitano Roberto Ragucci, non sono state nè facili. Molti dei manifestanti erano vestiti in modo identico e con caratteristiche somatiche molto simili. I sedici immigrati, per lo più nigeriani, sono stati identificati grazie alla videosorveglianza. Altri 60 ospiti dello stesso camping non hanno partecipato alla protesta. La posizione più delicata riguarda 4 manifestanti. Sarà la magistratura comunque a decidere il da farsi.
Gli immigrati due mesi fa inscenarono il sit-in per contestare il servizio catering passato dalla Valtrigno ad una cooperativa del Molise. Il gruppo di stranieri, trascinò cassonetti, reti metalliche, tronchi e pneumatici sulla Statale poco prima del ponte sul Sangro e improvvisò un manifestazione di protesta contro il “riso scotto” bloccando di fatto la circolazione stradale dalle 12 e per tre quarti d’ora. Seguirono momenti di tensione. Un uomo che stava portando un familiare in ospedale non riuscì a passare. Lo stesso alcuni pendolari diretti nelle fabbriche del vastese. Sul posto insieme ai carabinieri arrivò anche il vicequestore del commissariato di Vasto, Alessandro Di Blasio, con gli agenti della polizia stradale per evitare che la situazione degenerasse. Un gruppo di immigrati, per lo più nigeriani, venne portato in caserma e identificato. A distanza di due mesi è arrivata la denuncia per interruzione di pubblico servizio e violenza privata in concorso.
Quel sit-in era stata la seconda protesta in un anno. Altri immigrati in precedenza avevano manifestato disagio non lontano dall’hotel Lecceta. Le forze dell’ordine sono decise a lanciare un chiaro messaggio. Tutti gli immigrati hanno diritto a vivere sereni ma senza creare disagio agli altri.
Il sindaco di Torino di Sangro, Silvana Priori, in quella occasione ha difeso i manifestanti e spiegato ai cittadini che il riso scotto era stato solo probabilmente uno spunto per ricordare la lunga sosta in attesa di una sistemazione e un trasferimento per poter ritrovare i familiari e iniziare a lavorare. Difficile però farlo comprendere a chi quel giorno il lavoro lo ha perso perché non ha potuto presentarsi ad un importante colloquio di lavoro.
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