Strade a pezzi e frane, Comune sotto accusa

La lista “Con Bozza sindaco”: la giunta non chiede fondi, fa concorsi per dirigenti e non assume operai
LANCIANO. Strade lasciate all’abbandono, senza manutenzione, con buche e voragini che gli eventi del 4-5-6 marzo hanno solo peggiorato. Mancata richiesta dei fondi in Regione per la sistemazione delle strade. Indizione di concorsi per dirigenti anzichè per operai che, anche nell’emergenza hanno lavorato con pochi mezzi e senza guida per cercare di ripristinare il possibile. Lanciano sta regredendo. È la fotografia della città scattata dai consiglieri di opposizione Ermando Bozza, Eugenio D’Ovidio e Tonia Paolucci (lista civica “Con Bozza sindaco”), dopo l’alluvione che ha colpito Lanciano.
Un evento che, per i consiglieri, ha solo acuito problemi ben più antichi: strade senza manutenzione, monitoraggio del territorio fatto solo in situazioni di emergenza, pochi operai e mezzi. «Due mesi fa si era svegliato una mattina il vicesindaco Pino Valente», dicono Bozza, D’Ovidio e Paolucci, «e rendendosi conto dell’annoso problema delle strade disse: “Basta andare in giro per le strade della città per rendersi conto di come sia indispensabile intervenire sulla loro manutenzione”. Dichiarazione perfetta. Peccato che poi l’amministrazione non si sia mossa. Non ha fatto alcuna richiesta alla Regione dei finanziamenti per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade, finanziamenti ai quali hanno avuto accesso altri Comuni vicini».
Non solo. Per i consiglieri di minoranza, la giunta comunale si occupa del monitoraggio del territorio solo con il sopraggiungere di eventi straordinari, invece di fare un monitoraggio costante per cercare di limitare i danni che di fronte a un qualsiasi evento meteorologico si abbattono sulla città.
«Il Comune è stato l’ultimo a pubblicare l’avviso pubblico per una ricognizione dei danni e fabbisogni in seguito agli eventi del 4-5-6 marzo al quale possono accedere anche i privati», evidenziano i consiglieri, «e nei giorni di emergenza il territorio è stato costantemente monitorato dai dipendenti dei lavori pubblici mentre l’amministrazione dormiva senza dare direttive. I pochi operai rimasti con le misere attrezzature in loro possesso hanno cercato di ripristinare laddove era possibile, pulendo strade, sottopassi allagati, cunette lavorando anche oltre il dovuto. Il settore è in ginocchio perché carente di personale e attrezzature, ma l’amministrazione targata dalla triade fa solo concorsi dirigenziali, non preoccupandosi in alcun modo di assumere nuovi operai». (t.d.r.)
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