Strade a pezzi, il caso in Regione

San Salvo. Oggi il vertice con i sindaci. Di Stefano: le vie danneggiate preoccupano più delle frane
SAN SALVO. Sembra aprirsi uno spiraglio sul problema della viabilità lungo le strade provinciali. Dopo le numerose sollecitazioni e abbondanti attese, arrivano le prime buone risposte. Questa mattina, infatti, nella sede della Regione, a Pescara, il presidente Luciano D’Alfonso, incontra i consiglieri comunali del Chietino per discutere sullo stato disastroso in cui versano le strade provinciali. All’incontro ha assicuratio la presenza anche Giovanni Di Stefano, sindaco di Fresagrandinaria e consigliere della Provincia.
«Presenteremo al Masterplan diversi progetti», anticipa Di Stefano al Centro, «e daremo la priorità al rifacimento del manto stradale. Saranno stanziati 9 milioni di euro dalla Regione alla Provincia di Chieti per il Vastese e gli interventi saranno effettuati maggiormente nei passi che congiungono i comuni dell’Alto Vastese ai maggiori centri cittadini. Contiamo di riuscire a coprire il tratto Castiglione-Crocetta di Colledimezzo, ma anche Atessa-Casalanguida e la Val Sinello. Abbiamo deciso di accantonare il problema delle frane», sottolinea Di Stefano, «per focalizzarci sul rifacimento delle strade dissestate che, al momento, è il problema che ci preoccupa di più. Dobbiamo solo aspettare i tempi burocratici. Mi auguro che entro l’estate potranno iniziare i lavori».
La viabilità provinciale è profondamente segnata da tanti anni di approssimata manutenzione dovuta essenzialmente alla carenza di risorse finanziarie e dalle ferite accusate in seguito agli eccezionali eventi meteorologici, soprattutto quelli dello scorso anno che hanno accentuato i problemi.
«Per quanto riguarda il ponte provinciale dal quale sono caduti alcuni calcinacci, è imminente la messa in sicurezza della infrastruttura insieme a un pronto intervento fino a che non ci sarà la possibilità di un rifacimento completo», dice Arturo Scopino, consigliere provinciale delegato alla viabilità.
Intanto continuano le polemiche anche sulla viabilità statale. «La rischiosità della fondovalle Trigno è frutto del lassismo e dell’inadempienza degli amministratori locali che non si sono mai occupati della sicurezza di questa strada. È stata vista solo come una mucca da mungere per gli autovelox», sostiene Antonio Turdò, presidente del comitato ProTrignina. «È da tempo che il comitato sta portando avanti una battaglia per il raddoppio delle corsie di questa importante arteria viaria, a scorrimento veloce tra Abruzzo e Molise e dove transitano ogni giorno pendolari che vanno al lavoro. Vogliamo un tavolo istituzionale per discutere il raddoppio della fondovalle Trigno almeno da San Salvo a Bagnoli sul Trigno», insiste Turdò, «ma finora nessuno prende sul serio la situazione». Due settimane fa proprio sulla fondovalle Trigno, nel tratto molisano, si era verificato un incidente stradale gravissimo con il decesso di un conducente e del suo passeggero.
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