Strade a pezzi per i pastifici, il sindaco scrive alla Regione

30 Gennaio 2015

FARA SAN MARTINO. Da un lato un piccolo paese di montagna che riesce a mitigare gli effetti della crisi grazie alla presenza di più di cinque realtà industriali, tra cui tre fra i produttori di...

FARA SAN MARTINO. Da un lato un piccolo paese di montagna che riesce a mitigare gli effetti della crisi grazie alla presenza di più di cinque realtà industriali, tra cui tre fra i produttori di pasta più noti al mondo e che esportano dappertutto nel globo il marchio abruzzese e italiano e che garantiscono oltre mille posti di lavoro. Dall’altro una rete stradale di collegamento che non ha nulla di diverso dalle mulattiere del ’900. È la fotografia di Fara San Martino che il sindaco, Giuseppe Di Rocco, affida in una lettera aperta ai presidenti della Regione e della Provincia, al prefetto, ai deputati e senatori abruzzesi e al presidente del Consiglio dei ministri.

«In seguito alle copiose precipitazioni», segnala il primo cittadino, «per l’ennesima volta, un tratto di 100 metri della Statale 81 è franato e un semaforo di cantiere regola da circa 10 giorni la circolazione a senso unico alternato con fermate di circa 3-4 minuti per ogni senso di marcia. La statale 81 che da Pescara, Ortona, Chieti, porta a Fara San Martino», prosegue Di Rocco, «si differenza oggi dal 1920 per un solo aspetto: l’asfalto che spesso, sconnesso e dissestato, ha sostituito la breccia. Da Guardiagrele a Fara si contano oltre 20 chilometri di viabilità nei quali sono inserite oltre 50 curve di cui circa 10 a gomito. Si tratta di 20 chilometri di carreggiata che non consentono un solo sorpasso, senza rischiare la vita, per tutto il tragitto. Dall’uscita autostradale Val Di Sangro dell’A14, si raggiunge Fara San Martino percorrendo una strada, prima statale, poi provinciale, che per circa 25 chilometri non consente un solo sorpasso regolare». Eppure, insiste il sindaco di Fara, «fra i circa 1.000 lavoratori occupati a Fara San Martino, oltre 500 ogni giorno raggiungono in auto il paese. A questo traffico bisogna aggiungere circa 10mila quintali fra grano e semola che viaggiano mediamente ogni giorno su 35 articolati. Da Fara San Martino, ogni giorno, partono ancora circa 10mila quintali fra pasta e sottoprodotti della molitura, che viaggiano su oltre 50 autocarri. E sono oltre mille gli studenti pendolari che, dall’entroterra e per nove mesi di scuola, devono raggiungere gli istituti superiori a Lanciano, Casoli, Chieti e Pescara. Senza contare i disagi per i trasferimenti medici, anche gravi, per chi parte da Fara, Lama, Palena, Taranta e Civitella. Mi aspetto, da sindaco e cittadino», conclude Di Rocco, «segnali concreti di miglioramento della viabilità». (d.d.l.)

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