Strade vuote e controlli nel primo giorno di divieti

19 Novembre 2020

Al via la zona rossa: i negozi chiusi si riorganizzano per continuare a vendere Il sindaco avverte: triplicato il numero di contagi rispetto alla scorsa primavera

ORTONA . Tra Porta Caldari e corso Vittorio Emanuele tre agenti della polizia locale in strada per monitorare la situazione, tra la Passeggiata Orientale e Palazzo Farnese altri due controllano che le regole vengano rispettate. Serrande dei negozi abbassati nelle principali vie dello shopping e c’è chi si riorganizza con altre modalità di vendita. Mentre i parchi e il castello aragonese restano chiusi come da ordinanza sindacale. Va in archivio così la prima giornata di zona rossa ad Ortona, tra le città più colpite d’Abruzzo per numero di contagi in questa seconda ondata del Covid-19.
Sulle strade della città ieri mattina c’era poca gente, nonostante fosse sicuramente in numero maggiore rispetto al periodo di lockdown dei mesi scorsi. Ma è comunque differente la situazione. Diversi tra i negozi che sono stati costretti a chiudere hanno riorganizzato le attività: così capita, ad esempio, di imbattersi davanti ad un negozio di scarpe sulla cui saracinesca abbassata si può trovare l’avviso che durante il periodo di lockdown il negozio effettuerà consegne a domicilio nel Comune di Ortona e che è disponibile una “vetrina virtuale” dove poter dare un’occhiata alla merce in vendita. Tanti annunci tra i bar della città per servizi di asporto e consegna a domicilio. Al castello aragonese così come al vicino parco Ciavocco cancelli sbarrati: «Si rende noto che tutti i parchi, le aree comunali ed i giardini sono chiusi, nonché sono interdetti i percorsi pedonali e le piste ciclopedonali a partire dal 17 novembre 2020 fino al 3 dicembre», recita l’avviso che informa del provvedimento. Anche su questo è incentrato il videomessaggio con cui ieri il sindaco Leo Castiglione ha voluto rivolgersi alla cittadinanza. Ha sottolineato di aver preso tale provvedimento perché sono questi luoghi «dove l’aggregazione e le prescrizioni di distanziamento sociale, specie in caso di bel tempo, sono risultate fuori controllo», ha ammesso il sindaco.
«Inizia oggi (ieri per chi legge ndr) un periodo di ulteriori ristrettezze alle nostre quotidiane attività», ha poi detto il primo cittadino. «Un provvedimento ritenuto necessario per arginare la diffusione di questa seconda ondata della pandemia. Questa seconda ondata ha già triplicato il numero dei contagi che abbiamo avuto a primavera, con una diffusione pressoché uniforme tra centro urbano e territorio e che ha investito tutte le classi di età». Poi il sindaco conclude: «Dobbiamo tutti adottare i comportamenti di prudenza suggeriti».
Intanto la famiglia dell’80enne Dino Piermatteo, che abbiamo indicato essere morto con il Covid, sostiene che il decesso «non va ascritto all’attuale pandemia, ma ad altre cause secondo quanto ci è stato comunicato dai responsabili del nosocomio. Anzi dopo un tampone negativo effettuato all’ospedale di Chieti fatto al momento del ricovero, lo stesso anziano è stato trasferito prima all’ospedale di Atri e quindi a Giulianova, ospedale Covid-free, proprio per evitare il rischio che stante le sue condizioni potesse essere contagiato». E aggiunge: «Se così non è stato qualcuno dovrà dare spiegazioni».