Strage di multe con l’autovelox invisibile

17 Gennaio 2019

Dispositivo montato sulle auto provinciali: già 1.600 contravvenzioni. Il comitato Pro Trignina: pensassero ai cinghiali

CHIETI. L’autovelox che non si vede fa strage di multe. Sono già 1.600 i verbali notificati agli automobilisti che sono stati incastrati dal nuovo sistema adottato dalla Provincia per controllare la velocità. Su alcune auto dell’ente, infatti, è stata installata un’apparecchiatura di ultima generazione, «per la rilevazione automatica delle infrazioni al codice della strada», che funziona anche in movimento. Si tratta, dunque, di un autovelox dinamico in grado di sanzionare non solo i furbetti che sfrecciano davanti alla macchina della Provincia ma anche quelli che procedono accanto, dietro e persino chi viaggia nella direzione opposta. Il messaggio è il seguente: scordatevi la classica postazione fissa o i tutor che misurano la velocità media, adesso è elevata la possibilità di essere “pizzicati” in qualsiasi momento e in qualsiasi punto.
All’orizzonte – inutile girarci intorno – c’è il rischio di una valanga di ricorsi che potrebbero arrivare davanti al prefetto e al giudice di pace.
Risale a qualche mese fa la decisione della Provincia, guidata dal presidente Mario Pupillo, di introdurre il nuovo sistema. La premessa, sulla determina firmata dal dirigente Giancarlo Moca, è che «la Provincia di Chieti è proprietaria di 1.725 chilometri di strade dislocate su un territorio di 2.600 chilometri quadrati che comprende 104 Comuni». Ecco perché, si legge ancora sul provvedimento, «risulta indispensabile avviare un sistema sperimentale di controllo delle strade provinciali per garantire il rispetto delle norme del codice della strada da parte degli automobilisti, anche in funzione dello stato di scadente manutenzione dei piani viari». Traduzione: la Provincia ammette che la situazione della viabilità non solo è difficile, con gran parte delle strade ridotte ormai a pezzi, ma non ci sono neppure i soldi necessari per intervenire. Fatto sta che l’ente di corso Marrucino ha deciso di prendere a noleggio dalla società Cross Control di San Benedetto del Tronto le nuove apparecchiature, compreso il servizio di elaborazione dati, stampa e notifica dei verbali: prezzo 17mila euro più Iva per una fase sperimentale di due mesi. Secondo la Provincia, l’operazione rientra nel «servizio di studio e monitoraggio del traffico». Lo stesso ente rimarca di essersi fatto promotore del progetto “Road Safety System”, dal costo complessivo di un milione e 700mila euro, che prevede una serie di obiettivi come «la costituzione del centro di monitoraggio provinciale della sicurezza stradale», «indagini sui comportamenti di guida ad alto rischio», «promozione della cultura della sicurezza stradale», «attività didattica», «interventi puntuali di messa in sicurezza». La Provincia con i conti in rosso, dunque, spera di fare cassa anche con le multe degli automobilisti indisciplinati.
E arrivano già le proteste delle associazioni di categoria di tutto il Chietino. «Invece di pensare ai cinghiali che causano gravi incidenti, alle strade che sembrano mulattiere e alla sicurezza con interventi di manutenzione e servizi di prevenzione, la Provincia vuole fare cassa sulla pelle degli automobilisti», è il pensiero del comitato Pro Trignina che ha lanciato una class action «per mettere subito fine a questa ingiustizia». Insomma: sarà battaglia a colpi di carte bollate.