Stranieri e furti Ecco perché la Polfer deve restare
VASTO. Un fiume di extracomunitari dallo scalo ferroviario Vasto-San Salvo ha raggiunto durante il week end la riviera. Molti di loro si sono riversati sul lungomare per esporre e vendere, senza...
VASTO. Un fiume di extracomunitari dallo scalo ferroviario Vasto-San Salvo ha raggiunto durante il week end la riviera. Molti di loro si sono riversati sul lungomare per esporre e vendere, senza alcuna licenza né autorizzazione, merce di varia natura.
Durante la notte l'area della stazione diventa il regno dei balordi. I furti si moltiplicano (nel mirino è finito anche il bar dello scalo ferroviario).
«É la dimostrazione che la stazione non può essere privata della Polfer», affermano i pendolari preoccupati per il silenzio sceso sulla paventata soppressione dopo l'intervento dei sindacati che si opponevano alla chiusura del presidio. Un mese fa il ministero dell'Interno ha comunicato alle prefetture il progetto di razionalizzazione delle risorse e dei presidi di polizia nel Vastese e nel Chietino. Nel territorio i presidi a rischio sono tre: la Polfer di Vasto, la Polpost di Chieti e la polizia stradale di Chieti. «Va fatto il possibile per scongiurare questa iattura», ha chiesto il sindacato di polizia. Alla nota sindacale è seguita una interrogazione del consigliere provinciale Antonio Tavani. Poi il silenzio. Ed è questo che spaventa gli amministratori e i cittadini del Vastese.
È opinione comune che occorre investire maggiori risorse per potenziare gli organici delle forze dell'ordine e non sopprimerli.
É una richiesta che vede in accordo politici di sinistra e di destra e tutti i sindaci del territorio.
Anche l'associazione Codici ha lanciato un appello al ministero invocando l'aumento delle forze dell'ordine e il ripensamento della chiusura dell'ufficio Polfer. Il Vastese attende risposte.(p.c.)
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