Striscione sul Punto nascite fatto togliere dal municipio

Ortona, polemiche per la scritta sul palazzo autorizzata a voce e poi rimossa Il Comitato in difesa del Bernabeo: «Sindaco dove sei e da che parte stai?»
ORTONA. Uno striscione esposto e poi rimosso dal terrazzino del Comune di Ortona sta scatenando un caso in città.
“Voglio nascere a Ortona” è il grido che gli ortonesi lanciano da mesi a sostegno del locale Punto nascite, una volontà che il Comitato spontaneo in difesa dello stesso reparto dell’ospedale Bernabeo ha espresso anche a caratteri cubitali proprio su uno striscione che, poi, ha chiesto di esporre in municipio dal balcone che si affaccia su piazza della Repubblica.
Una richiesta accordata senza particolari problemi, salvo poi aver trovato improvvise complicazioni in corso d’opera. E le reazioni non sono mancate. Dopo che nei giorni scorsi il Comitato aveva verbalmente proposto all’amministrazione di affiggere lo striscione, apparso da Palazzo di città come un segno tangibile della volontà della politica comunale di lottare in difesa del reparto ospedaliero, in poche ore lo striscione è stato stranamente rimosso.
«Sindaco, dove sei? Da che parte stai?» si domandano dal Comitato spontaneo rivolgendosi al primo cittadino Vincenzo D’Ottavio e agli uomini che gli sono vicini politicamente. «Dopo aver sposato la nostra causa concordando su tutte le motivazioni che neutralizzano la volontà politica di chiudere il Punto nascite e che vi hanno motivato a fare ricorso al Tribunale amministrativo regionale; dopo aver rilasciato interviste dove avete promesso di difendere il Punto nascita con le unghie e i denti; dopo aver mostrato la volontà di collaborazione attraverso la figura del vicesindaco nell’incontro con tutti i politici e gli amministratori locali; dopo averci fatto una promessa verbale di poter appendere uno striscione seguita da una richiesta scritta e protocollata, vi chiediamo: perché lo striscione “Voglio nascere a Ortona” è stato rimosso?»
Sul terrazzo ora si può notare solo un altro cartellone con riferimento ai due marò italiani fermati in India e così il Comitato spontaneo in difesa del Punto nascite aggiunge: «Con tutto il rispetto per i nostri marò, “Voglio nascere a Ortona”, che significa difendere un servizio primario sul nostro territorio, ha forse meno valore? Pensiamo che la risposta a questa domanda si traduca in un solo gesto: rimettere lo striscione a suo posto».
Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere comunale di minoranza Leo Castiglione, in prima linea nella difesa del Punto nascite dell’ospedale civile ortonese. «Questo gesto», sottolinea Castiglione, «fa pensare che ancora una volta le pressioni politico-partitiche abbiano pesato di più sulle decisioni del nostro primo cittadino, facendo passare in secondo piano il bene della comunità. E al di là se ci fosse o meno una richiesta ufficiale, ritengo che come sindaco e capo dell’amministrazione, Vincenzo D’Ottavio avrebbe potuto benissimo autorizzare e assumersi la responsabilità di esporre quel manifesto». Da qui la domanda finale di Castiglione: sindaco D’Ottavio a che gioco stai giocando?»
Alfredo Sitti
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