Striscioni contro il trasferimento dei frati

Guardiagrele. Protestano i fedeli: faremo di tutto per evitare la partenza di padre Luca e padre Marcello
GUARDIAGRELE. “Signore, fa di me uno strumento della tua pace”. C’è scritto così sugli striscioni che i fedeli hanno appeso sulla rete di recinzione del campetto del convento dei Cappuccini. A Guardiagrele inizia la protesta pacifica, in pieno stile francescano, contro la partenza dalla struttura religiosa, del parroco padre Luca Di Panfilo e del suo confratello padre Marcello Graziosi.
Il trasferimento, deciso nei giorni scorsi dal nuovo ministro provinciale dei Cappuccini per il Centro Italia padre Matteo Siro, ha scatenato a Guardiagrele la mobilitazione dei fedeli. I parrocchiani, dopo il secco no al trasferimento, ribadito nei giorni scorsi anche dal sindaco Donatello Di Prinzio in un incontro con il vescovo Bruno Forte, avrebbero un obiettivo ambizioso: ottenere un incontro con Papa Francesco per illustrargli dettagliatamente la problematica e ricordagli che nella cittadina i frati rappresentano da sempre una vera e propria istituzione. Un obiettivo quasi impossibile da concretizzare. «Dall’anno di fondazione del convento nel 1599, fino ad oggi», ricordano i fedeli, «i frati francescani con le loro opere, hanno svolto un ruolo fondamentale nella nostra comunità. Oggi quindi, non possiamo assolutamente perdere padre Luca e padre Marcello e faremo di tutto per evitare la loro partenza. I nostri bambini, i ragazzi e noi tutti, abbiamo bisogno del loro operato, della loro presenza e della loro spiritualità. Cacciarli dal convento, soprattutto in questo delicato momento storico», sottolineano i fedeli, «significherebbe rimandare allo sbaraglio tante persone che in questi ultimi anni, hanno trovato la tranquillità, grazie a loro». I parrocchiani tengono poi a puntualizzare che l’opera svolta da padre Luca, nei suoi quattro anni di permanenza a Guardiagrele, «è stata assolutamente grandiosa. Questo frate», raccontano, «è diventato un punto di riferimento sicuro, non solo per la comunità parrocchiale, per la quale si spende costantemente, ma per l’intera comunità civile e istituzionale. In questi anni, oltre ad aver completamente rinnovato il convento con una serie di importanti lavori, con le sue innumerevoli iniziative nel mondo del sociale, è riuscito ad entrare nel cuore di tutti». I fedeli sperano che il ministro provinciale dei Cappuccini torni sui suoi passi e «revochi al più presto il provvedimento di trasferimento dei frati, per questo preghiamo e ci affidiamo al Signore».
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