Striscioni contro sindaco e politici

19 Agosto 2016

Gli ultras suonano la sveglia agli amministratori della città: «Non svendete Chieti»

CHIETI. Gli ultras teatini hanno tappezzato la città di striscioni per scuotere il sindaco e l'amministrazione comunale a fare qualcosa di concreto per Chieti e la sua squadra di calcio che oggi non è altro che l'immagine di una città che sta morendo. Chieti rischia di perdere anche la gloriosa squadra neroverde, ridotta ad essere la barzelletta d'Italia con l'arrivo dei romani. La Chieti Calcio, a pochi giorni dall'inizio del campionato di serie D, è ferma al palo: non ha giocatori e nemmeno una società perché la cessione di quote da Giorgio Pomponi a Mauro Giacomini non è ancora avvenuta. Gli ultras neroverdi, gli Ottantanove Mai Domi, non ci stanno ad assistere a questo scempio e scendono in campo.

Ieri sera i ragazzi della curva Volpi hanno esposto tre striscioni contro l'amministrazione comunale. Il primo, apparso sul ponte dello scorrimento veloce che porta al Tricalle, è indirizzato direttamente al sindaco Umberto Di Primio: «Una sciarpa al collo non basta a significare passione, in questi ultimi anni ne abbiamo avuto la dimostrazione. Sindaco svegliati!». Il secondo e il terzo, esposti a piazzale Marconi e in piazza San Giustino, sono rivolti più in generale alla politica teatina, accusata dai tifosi di immobilismo non solo per le questioni calcistiche.

«Per interessi svendono la nostra città ed il vostro silenzio è complice: politico teatino vergognati! Chieti va tutelata», scrivono gli ultras. Per la cronaca, la Chieti Calcio non ha iniziato la preparazione nemmeno ieri. C'è stata una riunione societaria a Roma dove si è deciso di non decidere: si è preso altro tempo e non si hanno certezze su se, quando e come partirà la squadra. Giacomini assicura che entro lunedì il Chieti svolgerà il primo allenamento. La pazienza dei tifosi, però, è finita. E nel mirino degli ultrà finiscono anche i politici teatini.

Giammarco Giardini