Strutture comunali date in affitto: la Giunta nel mirino per i rincari

L’ex assessore Carlo Orecchioni (Progetto Lanciano) denuncia il +10% di adeguamento Istat delle tariffe «Aumenti spacciati per necessari, mentre l’esecutivo dopo un mese ha reintrodotto le indennità al 100%»
LANCIANO. «Sugli aumenti delle tasse l'amministrazione Paolini è imbattibile». Il gruppo civico Progetto Lanciano, per voce del coordinatore cittadino, Carlo Orecchioni, ex assessore alle finanze nella giunta Pupillo, interviene sugli annunciati rincari per l'affitto e la gestione delle strutture comunali. Spazi come il teatro comunale Fenaroli, il foyer del teatro, la sala Mazzini (ancora da ristrutturare e attualmente inutilizzabile), l’auditorium Diocleziano, la piazza d’armi delle Torri Montanare, il chiostro parco delle arti musicali, la sala convegni Villa Marciani, il complesso monumentale Santo Spirito e la Casa di conversazione costeranno il 10% in più per effetto degli adeguamenti Istat delle tariffe.
«Dopo gli aumenti già registrati della Tari per scelta politica senza vedere al momento alcun miglioramento dei servizi al cittadino, segue questo aumento di tariffe», critica Orecchioni, «balzelli che vengono in questo caso spacciati come necessità per effetto del caro vita, nascondendo però che l'aumento del costo dei servizi energetici, siano stati compensati e contenuti da importanti "ristori" da parte dello Stato. Ci fa sorridere che, mentre Paolini e i suoi si presentavano come quelli che avrebbero dovuto ridurre la pressione fiscale, in poco più di un anno hanno già messo a segno due aumenti a carico dei cittadini, in barba alla crisi che le famiglie stanno vivendo».
Il gruppo civico cita anche il mancato intervento dell'amministrazione comunale sulla “retrocessione” delle aree edificabili e sul valore dei terreni edificabili «che subì un calo del 12,66% nel corso della precedente amministrazione. Non abbiamo riscontrato negli atti della maggioranza Paolini nessuna elevazione della esenzione dell’addizionale comunale Irpef», prosegue l'ex amministratore, «cosa che è stata fatta per ben due volte dalla ex giunta guidata dal sindaco Pupillo, esenzione che ha riguardato complessivamente 11.600 lancianesi».
Orecchioni ricorda invece che, ad appena un mese di insediamento della compagine di centrodestra, la giunta «ha reintrodotto le indennità al 100% di sindaco, assessori e presidente del consiglio pur sapendo che, dal mese successivo, sarebbero intervenuti anche gli aumenti per disposizioni del governo Draghi, previsti per sindaco e amministratori tutti, aumentando quindi il peso economico della politica locale sul bilancio comunale e sui cittadini, erogando meno servizi per 50.000 euro per anno».
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