Stucchi, pitture e scuderie in 60 sale delle meraviglie

1 Febbraio 2020

L’immobile di via Garibaldi aperto ieri ai giornalisti per una prima visita Del Bello: è uno dei più importanti in città. Pupillo: qui pinacoteca e ristorante

LANCIANO. Per mesi è rimasto chiuso, dopo essere stato salvato dal destino di “bazar” di un collezionista di quadri e chincaglierie. Adesso Palazzo Napolitani-Berenga è pronto per tornare ad essere uno spazio culturale di primo piano in città. Il prezzo di vendita, 900mila euro, e i costi di ristrutturazione sono ancora un ostacolo alla rinascita dello storico palazzo di via Garibaldi, residenza di un’importante famiglia di mercanti, originari di Norcia, che vi hanno dimorato per oltre duecento anni a partire dalla metà del 1700.
«È uno dei cento palazzi storici della nostra città», spiega l’ispettore archivistico onorario per l’Abruzzo, Domenico Maria Del Bello, «e uno dei più importanti, innanzitutto per le dimensioni con oltre 60 stanze. Gran parte era adibita ad usi di rappresentanza, quindi hanno conservato pitture nelle volte, mentre purtroppo un intervento realizzato all’inizio degli anni ’90 ha eliminato le antiche carte da parati e gli antichi pavimenti». Si va dagli stucchi del ’700 alle pitture liberty. Al centro di una volta si può ammirare la riproduzione di un quadro del Louvre, “Amore disarmato”. Si sono conservate cucine, scuderie, magazzini e anche la cappella e la stanza della massoneria, individuabile dal pavimento a scacchi e dai simboli del delta luminoso e dell’ottagono. «La famiglia ha continuato a vivere in queste sale fino agli anni ’70 del Novecento, permettendo la loro perfetta conservazione», nota Del Bello, «l’ultima esponente della famiglia Napolitani sposò Gerardo Berenga, sindaco di Lanciano. I Berenga vi si trasferirono dopo che il loro palazzo in corso Roma venne bombardato nel ’43. Dagli eredi il Comune di Lanciano comprò l’edificio alla fine degli anni ’80 per 300 milioni di lire».
Negli anni ’90 il progetto di realizzarvi case popolari venne per fortuna scongiurato e l’edificio ottenne il vincolo della Sovrintendenza. Negli ultimi anni i tentativi di vendita sono andati a vuoto. Recentemente c’era stato l’interesse di professionisti svedesi, che volevano realizzarvi degli appartamenti, ma anche questo non è andato a buon fine per la complessità e il costo dell’intervento.
«È un immobile di grande pregio che siamo riusciti a liberare, con fatica e difficoltà, da un’occupazione abusiva che ne precludeva l’accesso», ricorda il sindaco Mario Pupillo, «questo è costato ai contribuenti lancianesi circa 30mila euro, necessari per la pulizia e la bonifica eseguiti da EcoLan. Ma siamo felici perché possiamo dare il via al suo recupero, che prevede al piano terra l’allestimento del Museo della memoria, dei Martiri lancianesi, della Resistenza. Il primo e il secondo piano, invece, si prestano a diventare pinacoteca e spazio culturale, non solo da visitare ma da vivere: un luogo di incontro e socializzazione come un caffè letterario o uno spazio di ristorazione. Al giorno d’oggi i musei non sono presepistici, devono avere la capacità di attirare anche con offerte ristorative. Questo prevede un impegno di spesa notevole, che per ora non possiamo affrontare. La prima cosa che faremo è il progetto per il museo, iniziando con la valutazione dei costi per trovare le risorse. Nel piano regolatore culturale della città», conclude il sindaco, «via Garibaldi è la strada dei musei, visto che oltre al palazzo vi sono l’ex carcere, il Museo diocesano, la casa-museo Spoltore, le chiese di Santa Maria Maggiore, San Rocco e San Nicola».
©RIPRODUZIONE RISERVATA