Studentato chiuso, Azione universitaria bacchetta la Regione: si sta perdendo tempo

10 Settembre 2015

CHIETI. «La giunta regionale continua a penalizzare gli studenti della d’Annunzio. Adesso predisponga un bando per l’affidamento dello studentato e, poi, firmi una deroga per l’apertura della...

CHIETI. «La giunta regionale continua a penalizzare gli studenti della d’Annunzio. Adesso predisponga un bando per l’affidamento dello studentato e, poi, firmi una deroga per l’apertura della struttura gestita dalla Campus X per non penalizzare centinaia di universitari». Nicola D’Ambrosio, portavoce dell’associazione studentesca Azione universitaria, rompe il silenzio e chiede alla Regione di intervenire per risolvere i problemi divampati nello studentato da 300 posti letto che svetta all’interno del quartiere Villaggio Mediterraneo. Una richiesta che verrà girata anche al Comune in occasione di un incontro in programma oggi pomeriggio al termine della riunione della terza commissione consiliare. «Quanto successo per lo studentato ha dell’assurdo. La tempistica scelta dalla Regione, infatti, è del tutto sbagliata. Non è possibile far rispettare la legge a fine agosto, ovvero- lamenta D’Ambrosio- ad una manciata di settimane dall’inizio del nuovo anno accademico». Non a caso 165 universitari, già in parola per una stanza nello studentato gestito da Campus X, sono stati costretti a tornarsene a casa. «Le finalità urbanistiche dello studentato del Villaggio Mediterraneo sono chiare fin dall’inizio della sua realizzazione e non capiamo- aggiunge- come sia possibile un cambio di destinazione d’uso dell’immobile». Da qui l’appello rivolto, in primis, alla Regione.

«Pubblichi un nuovo bando di gestione della struttura in linea con quanto prescrive la legge regionale. Dopo di che, se non ci sono altri edifici pronti ad ospitarci, deroghi- dice D’Ambrosio- l’apertura dello studentato per questo anno. Una semplice pezza a colori, l’ennesima, che risparmierebbe altri disservizi agli universitari, già vessati da tempo da decisioni regionali sbagliate». (j.o.)