Studente suicida, il rettore: «Evitiamo le speculazioni»

14 Aprile 2023

Un sit-in chiede il potenziamento dei servizi di assistenza psicologica nel campus Confronto tra Caputi e gli allievi: «Il supporto esiste, ma ci sono poche richieste»

CHIETI. Non usa mezzi termini il rettore dell’università d’Annunzio, Sergio Caputi, che interviene alla manifestazione organizzata ieri dagli studenti in seguito alla morte di Antonio Corrado, lo studente fuoricorso di Medicina suicidatosi dopo aver definito la sua vita «inconcludente e inutile». Il rettore parla di «sciacallaggio» e di «strumentalizzazione» da parte dei ragazzi che hanno organizzato ieri una protesta per dare voce a preoccupazioni e ansie che a volte caratterizzano il loro percorso di studi, e per chiedere il potenziamento dei supporti psicologici dell’ateneo. Dopo due ore di sit-in in cui gli studenti hanno raccontato i disagi del sistema universitario, la protesta si è spostata davanti al rettorato.
«State strumentalizzando una vicenda brutta», dice Caputi ai ragazzi e sottolinea la loro assenza alla camera ardente del loro collega. «Volete dialogare con l’amministrazione per aumentare i servizi di supporto che voi sapete che esistono da anni e sono pochi coloro che ne fanno domanda. Dite che dobbiamo aumentare le borse di tutoraggio ma sapete benissimo che non vengono coperte perché non le diffondete», prosegue Caputi che, di fronte alla scritta su uno striscione “Il vostro merito ci uccide”, chiede: «Che cosa imputate all’università? Che gli esami sono così terribili?».
Gli studenti non hanno esitato a controbattere e a sottolineare che il problema «è il sistema nel quale sono inglobati». Un sistema che a detta loro elogia il merito, l’eccellenza con Erasmus, borse di studio, un sistema poco sensibile verso chi è in difficoltà, chi per ansie e disagi finisce fuori corso e si sente inadatto. «Mi sembra ingiusto dire che stiamo strumentalizzando questa vicenda», risponde Carmela Santulli, presidente dell’associazione 360 gradi. «Stiamo presentando richieste e proposte che sono già state depositate e alle quali stiamo aspettando risposte».
Gli studenti chiedono azioni concrete da parte dall’ateneo come potenziare il servizio psicologico, organizzare uno screening sulla salute psicologica della popolazione studentesca, eliminare lo sbarramento orizzontale e riorganizzare le sessioni degli esami. «Quello che vogliamo non è né eccessivo né impossibile», afferma Santulli, «chiediamo collaborazione, siamo qui per offrire un contributo affinchè le cose funzionino sempre meglio. Vogliamo un ateneo che ci mostri vicinanza a cominciare dalle sue comunicazioni sui social media, che valorizzi sempre più gli spazi di aggregazione, spazi in cui gli studenti possano dialogare, sfogarsi, studiare, stare insieme».
Richieste e proposte formulate dalla consulta degli studenti che torneranno di nuovo a rimbalzare nella seduta del Senato accademico che si terrà il 18 aprile affinché, conclude Santulli, «i nostri diritti e desideri non vengano ignorati, perché le cose possano funzionare sempre meglio».