Studentessa sequestrata? Potrebbe essere una bugia

29 Marzo 2015

CHIETI. Gli investigatori della squadra mobile sono perplessi. Non credono che la studentessa di 17 anni di Chieti che ha raccontato di essere stata rapita per cinque ore per poi essere rilasciata...

CHIETI. Gli investigatori della squadra mobile sono perplessi. Non credono che la studentessa di 17 anni di Chieti che ha raccontato di essere stata rapita per cinque ore per poi essere rilasciata dai suoi sequestratori a Cepagattti, davanti alla fermata dell’autobus, dica la verità. Sono troppe le incongruenze, prima tra tutti il movente. Perché i rapinatori avrebbero dovuto rapire la ragazzina per qualche ora? Un sequestro senza motivo, considerato che la studentessa non ha subito alcuna violenza, né sessuale né fisica, se si escludono quei leggeri segni sul volto. E neanche economica, la studentessa non è stata derubata di nulla neanche del cellulare che durante tutto il tempo del sequestro è rimasto spento. Certo è che le volanti della polizia sono state impegnate per cinque ore così come attualmente sono impegnati i poliziotti della Mobile, coordinati dal vicequestore Francesco Costantini, a interrogare e sentire testimoni, amici e parenti soprattutto per sondare il carattere della 17enne.

Per analizzare quelle tracce sul volto sono persino arrivati quelli della Scientifica di Lanciano. Senza escludere che la ragazza è stata analizzata da cima a fondo dai medici dell’ospedale di Chieti. Una ceck up completo.

Il fatto risale a giovedì e non mercoledì all’ora di uscita dalla scuola, quando la 17enne non è tornata a casa. Il padre l’ha chiamata al telefonino che però era spento. Ha aspettato fino alle sei poi ha chiamato il 113. Erano circa le 18 quando la giovane è tornata a casa ad aspettarla i genitori e la polizia.

Intanto ora verranno analizzati i tabulati delle telefonate. Se la minorenne ha detto la verità si continuerà a investigare per scoprire chi mai siano i sequestratori ma se ha detto una bugia la giovane studentessa potrebbe rischiare di essere denunciata per simulazione di reato.