Studenti in sciopero per gli orari Il prefetto: cambieranno da lunedì

23 Settembre 2021

Accolte le richieste dei ragazzi del Savoia che chiedevano di bloccare gli ingressi scaglionati nelle classi Soddisfatti alunni e genitori: «Forgione ci ha ascoltato con attenzione, prima c’erano troppi disagi»

CHIETI. Per cambiare gli orari scolastici scende in sciopero anche l’istituto superiore Luigi di Savoia, la scuola più grande della città con i suoi 1.700 iscritti. Lunedì scorso, sempre per lo stesso motivo, avevano scioperato i ragazzi del liceo scientifico Filippo Masci. Ieri è toccato al Savoia. Alla manifestazione ha aderito la stragrande maggioranza degli studenti, che in 400 si sono presentati in corso Marrucino, davanti alla sede della prefettura. Non erano permessi né cortei né assembramenti, dunque i ragazzi si sono disposti ordinatamente lungo il corso, indossando la mascherina sebbene fossero all’aperto. Una ventina di loro, riconoscibile dal nastrino giallo al braccio, ha fatto da servizio d’ordine, controllando che tutti rispettassero le regole.
Come era già successo con gli studenti del Masci, anche ieri una piccola delegazione è stata ricevuta dal prefetto Armando Forgione, sebbene non ci fosse alcun appuntamento. Della delegazione hanno fatto parte i due rappresentanti degli studenti Davide Chichiricò e Giulio Ingannato e il rappresentante dei genitori Massimo Santarelli.
Il prefetto è tornato ad assicurare ai ragazzi che da lunedì si cambierà orario e non si uscirà più alle 14.30. Martedì scorso c’è stato, infatti, il tavolo di monitoraggio sul piano dei trasporti elaborato dalla prefettura insieme alle autolinee regionali. Il tavolo, a una settimana dalla riapertura della scuola, ha dato il via libera per continuare con gli stessi orari per gli altri centri della provincia, ma non per Chieti. Per il capoluogo di provincia, con oltre 4.500 studenti delle scuole superiori, si è deciso una serie di modifiche sostanziali: niente più doppi turni (alle 8 alle 9.30), ma turno unico sebbene con un orario che sarà leggermente sfalzato a seconda delle zone. Sul Colle si entra tutti alle 8, allo Scalo un quarto d’ora o venti minuti dopo. In questo modo, tra le 8 e le 8 e mezza tutti i 4.500 ragazzi delle scuole superiori saranno in classe. I dettagli sono ancora allo studio della prefettura di concerto con le aziende di traporto pubblico.
«Siamo molto soddisfatti per il risultato raggiunto», ha detto Santarelli dopo l’incontro con Forgione, «si torna, in pratica, all’orario pre-Covid ed è quello che interessava ottenere. Il prefetto ci ha ascoltati con attenzione e ha assicurato modifiche dell’orario a partire da lunedì. Prima non si poteva, perché il nuovo piano va ancora discusso nei dettagli con le aziende che gestiscono il trasporto pubblico. Abbiamo apprezzato molto la disponibilità del prefetto su tutti i problemi da noi prospettati. Ha chiesto anche la collaborazione dei ragazzi affinché riferiscono sui disservizi che incontrano sui mezzi pubblici: dagli autobus troppo pieni alle coincidenze che mancano, fino agli orari non adeguati».
Insieme ai ragazzi in sciopero c’erano anche altri rappresentanti dei genitori come Monika Di Flauro, Cristina Fregoli e Valeria Melideo: «Abbiamo appoggiato questa manifestazione di protesta perché con questi orari non si poteva andare più avanti», dicono le tre mamme, «i ragazzi saltano il pranzo e tornano a casa tardissimo. Si ruba tempo allo studio, oltre che alle altre attività extrascolastiche, come sport o musica». Come succede a David Giaccio, che frequenta la classe quinta Info A e ogni giorno arriva a scuola in autobus da Pretoro. Ma la prima settimana per lui è stato parecchio difficoltoso: «Con questo orario devo chiedere permessi per uscire un’ora prima, alle 13.30 anziché le 14.30, tre giorni a settimana», dice, «in questo modo perdo tre ore di scuola a settimana. L’alternativa sarebbe riprendere il bus alle 17.30, che non mi riporta neanche fino a casa».
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