Studenti morti in guerra: «Il sacrificio di 27 liceali»

6 Novembre 2022

Cerimonia al Classico per onorare i ragazzi andati al Nord per difendere la patria Riaccesa la “Lampada della pace”. La preside: curare la cultura e la conoscenza

LANCIANO. Fucina di talenti e menti illuminate, ma un tempo anche di eroi. C'è una pagina di storia cittadina che vede protagonisti il liceo classico di Lanciano e i suoi studenti-soldato, giovanissimi liceali costretti ad abbandonare i libri per imbracciare le armi. In 27 morirono nel corso della Prima guerra mondiale (altri 18 nella Seconda), cadendo da eroi sul campo dell’onore. La città li ricorda all'indomani della festa dell'Unità nazionale, dedicando un momento particolare tutto per loro. La cerimonia, organizzata dall'Associazione nazionale combattenti e reduci in collaborazione con il Comune, deve arrendersi alla pioggia e trasferirsi nell'aula magna del liceo ginnasio di via Bologna. Ci sono le associazioni combattentistiche e d'arma, polizia di Stato e locale con il gonfalone del Comune, assessori e consiglieri, studenti e docenti dell'istituto.
Quest'anno, per la ricorrenza, è stata riaccesa la “Lampada della pace”, opera in ferro battuto del maestro Assio Lora, fatta accendere una prima volta nel 1925 dal preside Francesco Milano, che tre anni prima volle ricordare gli studenti caduti in guerra facendo scolpire i loro nomi su una lapide di marmo. Il monumento alla memoria di “Quei bravi ragazzi del liceo” ha adornato prima la vecchia sede di corso Trento e Trieste e, da decenni ormai, l'attuale di via Del Mare. «Ricordiamo gli studenti del liceo classico che, giovanissimi, furono chiamati a un dovere più grande di loro», spiega lo storico Mario Salvitti, «quello di difendere l'Italia con l'uso delle armi. Dovettero partire, lasciando gli studi in cui eccellevano, e andare soprattutto nel nord Italia, a difendere i confini italiani dalle pressioni dell'esercito austro-ungarico. Tanti di quei ragazzi sono veri e propri eroi, hanno meritato medaglie al valor militare sul campo dell'onore, morendo per seguire il loro ideale e il giuramento di fedeltà alla patria».
Alla cerimonia partecipano anche i discendenti di alcuni di loro: Mimì e Annamaria Barbati, nipoti di Ulderico Schiavotti, originario di Lama dei Peligni, che si diplomò al liceo classico nel 1912, fu prima sottotenente e poi capitano e nel 1916 cadde in guerra, meritando la medaglia d'argento e quella di bronzo al valor militate, come il fratello Nicola. Ci sono le nipoti del preside Milano, Paola e Luisa. Da Trento è arrivato Alessio, nipote del tenente degli alpini Ezio Bonfioli. «Abbiamo il dovere di ricordare liceali che si sono sacrificati per la patria e la libertà», dice il sindaco Filippo Paolini, «ma il ricordo non deve essere fine a se stesso». «La necessità di ricordare è per sottolineare l'importanza di queste figure nella storia della città e per fare in modo che la guerra non sia più strumento di soluzione delle controversie», sottolinea la dirigente scolastica Angela Evangelista, «mi auguro che, attraverso questo lavoro di mantenimento della memoria, i ragazzi prendano esempio e agiscano sempre per costruire una società sostenibile e pacifica attraverso la cultura e la conoscenza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA