Studenti morti in guerra «Mai li dimenticheremo»

LANCIANO. Ha riacceso una luce su una pagina di storia cittadina dimenticata la cerimonia che ieri ha ricordato il preside Francesco Milano e i ragazzi del liceo classico caduti durante la guerra....
LANCIANO. Ha riacceso una luce su una pagina di storia cittadina dimenticata la cerimonia che ieri ha ricordato il preside Francesco Milano e i ragazzi del liceo classico caduti durante la guerra. Studenti-soldati che con il loro sacrificio onorarono la patria e la scuola. Per questo il loro preside, nel 1922, volle dedicare loro un omaggio perenne, facendo scolpire i 27 nomi su una lapide di marmo posta sulla parete del liceo lungo corso Trento e Trieste. Quando negli anni ’70 la scultura venne trasferita nella nuova sede della scuola, in via Del Mare, il ricordo degli studenti-eroi andò scemando. Ieri la cerimonia al Diocleziano, organizzata dall'Associazione combattenti e reduci alla presenza degli studenti del liceo classico, ha ridato dignità al ricordo degli studenti-soldati. Contattando associazioni e comuni, Mario Salvitti è riuscito a trovare qualche discendente. Come le sorelle Paola e Luisa, nipoti del preside Milano, entrambi insegnanti nel solco dell’eredità del nonno.
«Ezio Bonfioli era di Trento», spiega Salvitti, «generale degli alpini, morì nel 1917. A casa sua è considerato un eroe nazionale. Frequentò il liceo sia a Trento che a Lanciano e l’istituto di studi superiori di Firenze gli concesse la laurea ad honorem. Consegnerò la medaglia-ricordo a un nipote di Trento». Celestino Cupaiolo, sottotenente nel Genio, era di San Buono, dove c’è una piazza a lui intitolata: la medaglia-ricordo è stata consegnata al nipote, Bernardo Litterio. Il sindaco di Palena, Claudio D’Emilio, e il capogruppo degli alpini, Vincenzo Litterio, hanno ritirato il ricordo per Paolantonio Falco, sottotenente nei mitraglieri, morto nel 1916 sull’altopiano Carsico. Italiano Donatangelo Piccone era di Gessopalena, sottotenente pilota, morì nel 1918 a Capua: in sua memoria c’erano Giustino Caniglia (alpini) e il nipote che porta lo stesso nome. Giuseppe Romanelli, presidente dell’Associazione nazionale carabinieri di Lama dei Peligni, ha onorato il ricordo del lamese Ulderico Schiavotti, capitano di fanteria caduto nel 1916. «La ricerca sui ragazzi del liceo è ancora lunga e complessa», conclude Salvitti, «ma abbiamo riacceso l'interesse sulla loro storia». (s.so.)
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