Studio Cisl sulla Sevel:punti sull’idrogeno, precari da stabilizzare

Documento-focus dei segretari nazionali Benaglia e Uliano «Vanno chiariti gli equilibri con la nuova fabbrica in Polonia»
ATESSA. Un documento redatto assieme al coordinamento nazionale Stellantis «per fare il punto sulle realtà più significative, evidenziando lo stato attuale dell'azienda, gli aspetti problematici e le scelte di prospettiva da attuare per mettere in sicurezza i lavoratori italiani e le realtà italiane». La Fim Cisl, tramite il segretario generale Roberto Benaglia e il segretario nazionale Fim, Ferdinando Uliano, ha presentato ieri un focus su tutti gli stabilimenti italiani a marchio Stellantis e le richieste al governo e al colosso automotive, divenuto quarto gruppo mondiale per la costruzione di veicoli dopo la fusione tra Fca e Psa. In Val di Sangro i fari sono tutti puntati su Sevel, tra gli stabilimenti punta di diamante di Stellantis, ma che sta scontando la crisi mondiale della fornitura di semiconduttori e componentistica.
LO STABILIMENTOSevel attualmente conta 5.441 dipendenti a cui aggiungere 280 somministrati a tempo indeterminato. In queste settimane sono stati programmati dei turni di recupero che tuttavia devono essere rimandati ancora a causa dell'improvvisa mancanza di componentistica. Anche per lunedì scorso è stato annunciato il fermo produttivo per la stessa ragione.
LA PRODUZIONEI furgoni commerciali leggeri prodotti nel 2021 (Fiat Ducato, Citroen Jumper, Peugeot Boxer e Opel Vivaro) sono stati 265.048, ovvero +3,1% rispetto al 2020, ma – 9,6% rispetto al 2019 (293.216). «Rispetto alle stime di maggio 2021 (quando erano partiti i 18 turni)», considera la Fim, «si son persi circa 40.000 furgoni per la mancanza di semiconduttori. Tutto questo ha impattato negativamente sui livelli occupazionali del sito. L’azienda unilateralmente ha portato la turnistica a 15 con un contraccolpo occupazionale di oltre 1.000 lavoratori: circa 600 sono i lavoratori in somministrazione a cui l’azienda ha interrotto il lavoro a cui bisogna aggiungere i cassintegrati infragruppo che erano in trasferta».
GLI INVESTIMENTISecondo il vecchio piano Fca, si dovrebbe lanciare il Ducato Full electric e da ottobre 2021 è iniziata la produzione di Opel Vivaro.
GLI ASPETTI PROBLEMATICILa Fim valuta positivamente «la nuova produzione e l’investimento sul Ducato elettrico», ma ritiene importante poter sviluppare anche una tipologia di motore a idrogeno su tutti i veicoli commerciali prodotti in Val di Sangro. «Allo stesso tempo», avvertono Benaglia e Uliano, «il governo deve provvedere all’installazione di una rete per la distribuzione dell’idrogeno. Nel piano industriale è necessario individuare gli investimenti necessari per migliorare struttura e gli impianti, ma soprattutto è indispensabile che vengano chiariti gli equilibri interni al gruppo, visto che nei prossimi mesi partirà in Polonia la produzione di veicoli commerciali in un altro stabilimento del gruppo. Dobbiamo avere le garanzie che la produzione polacca è aggiuntiva a quella italiana, in coerenza con l’obiettivo annunciato da Ceo (l’amministratore delegato, ndc) Carlos Tavares di rafforzare ulteriormente la leadership nei veicoli commerciali. Nello specifico riteniamo che anche il governo debba pretendere il medesimo impegno. In linea con gli impegni di rafforzamento di Sevel, è necessario che Stellantis stabilizzi i lavoratori a tempo indeterminato con una soluzione positiva per i lavoratori in somministrazione ancora in forza in azienda, circa 280, e assuma l’impegno a recuperare in via prioritaria gli oltre 650 a cui è stato interrotto il contratto nel corso del 2021 a seguito della mancanza di semiconduttori. Alla ripartenza dei volumi questa è una questione non rinviabile».
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