Sui due arrestati indagini per altre rapine

Nuccio e D’Urso non rispondono alle domande del giudice. Al vaglio della polizia scippi e raid compiuti nel comprensorio
LANCIANO. Restano in carcere gli autori della rapina al cimitero ai danni di madre e figlia. Nino Nuccio, 35 anni, di Lanciano, e Giuseppe D’Urso, 40 anni, di Napoli ma da tempo residente in città, sono comparsi ieri in tribunale dopo l’arresto in flagranza di venerdì scorso da parte della polizia. I due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il gip Massimo Canosa ha convalidato gli arresti e disposto la custodia cautelare in carcere per i due visti i precedenti specifici, la gravità della condotta e i gravi indizi di colpevolezza. Rigettata la richiesta dei domiciliari avanzata dai difensori degli arrestati, gli avvocati Giuliana De Nicola del foro di Pescara per Nuccio e Gaetano Pedullà (sostituito in aula da Lucia Di Battista) per D’Urso, i quali attenderanno gli sviluppi delle indagini per decidere la strategia difensiva.
Le indagini della polizia, diretta dal vicequestore Lucia D’Agostino, non si sono chiuse, infatti, con gli arresti dei due rapinatori. Al vaglio degli investigatori ci sono altri scippi e rapine avvenuti con modalità simili in zone periferiche di Lanciano e in altri comuni. Su alcuni casi indagano anche i carabinieri di Lanciano e Ortona. C’è lo scippo ai danni di una donna alla fermata dell’autobus, la parrucchiera derubata all’uscita del negozio a Castel Frentano, le donne rapinate mentre salivano in auto a San Vito e a Treglio, il parrucchiere di Fossacesia aggredito nel suo locale all’ora di chiusura. In alcuni casi ad agire sono stati in tre. Al momento, però, a Nuccio e D’Urso viene contestata solo la rapina al cimitero.
Venerdì scorso, intorno alle 15,30, madre e figlia di 70 e 49 anni erano a fare visita alla tomba del marito e padre nel cimitero comunale di Madonna del Carmine, quando sono state avvicinate da due uomini con cappuccio e occhiali scuri e le barbe incolte. I due si sono avventati sulla più giovane, le hanno strappato di dosso la borsa e dal dito anche la fede nuziale, procurandole lesioni. La madre, nel tentativo di difendere la figlia, è stata pesantemente spintonata. Le due donne, portate entrambe in ospedale in forte stato di agitazione, sono riuscite a dare l’allarme. I rapinatori, in fuga a bordo di un Fiat Doblò bianco con la targa coperta, sono stati intercettati e bloccati dalla polizia in via Per Fossacesia. Sul mezzo è stata ritrovata la refurtiva, per questo è scattato l’arresto in flagranza. I due, con problemi di dipendenze, hanno precedenti specifici. Nuccio è affidato ai servizi sociali, mentre D’Urso nel 2014 era stato arrestato per i furti nei centri commerciali. Era riuscito ad ottenere la sospensione del procedimento con messa alla prova, un anno di lavori di pubblica utilità presso l’Anffas. Adesso, con questo nuovo arresto, rischia la condanna anche per i furti di 5 anni fa.
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