Suicidio Trotta, agente a giudizio Assolta la direttrice del carcere

19 Gennaio 2024

Lo psichiatra pescarese si tolse la vita lo stesso giorno dell’arresto per una gara d’appalto truccata A processo l’assistente capo della polizia penitenziaria addetto alla sorveglianza dei detenuti 

VASTO. Assoluzione con formula piena per Giuseppina Ruggero, la direttrice del carcere di Torre Sinello, e rinvio a giudizio per Antonio Caiazza, assistente capo della polizia penitenziaria nonché addetto alla sorveglianza dei detenuti. È quanto ha deciso ieri sera il gup del tribunale di Vasto, Fabrizio Pasquale, al termine dell’udienza preliminare relativa all’inchiesta del suicidio di Sabatino Trotta, lo psichiatra e dirigente della Asl di Pescara che si tolse la vita a 55 anni, il 7 aprile 2021 nel carcere di Vasto. La sentenza è stata pronunciata poco prima delle 20 dopo una lunga camera di consiglio. La formula assolutoria per Giuseppina Ruggero, 63 anni, è "perché il fatto non sussiste". «Mai avuto dubbi sull'innocenza della mia cliente», ha dichiarato soddisfatto il legale della donna, l' avvocato Massimo Solari. «Da subito, fin da quando ho visto il fascicolo, ho avuto la certezza che Ruggero sarebbe stata assolta. Da questa convinzione è scaturita la richiesta del rito abbreviato. L'assoluzione era nelle carte. Per la mia cliente questa sentenza è la fine di un incubo, anche se nessuno potrà ridarle due anni di angoscia».
È convinta di poter dimostrare l'innocenza del suo cliente, Antonio Caiazza, anche l'avvocato Marisa Berarducci. L'assistente capo dovrà comparire in aula il 27 marzo. «Durante il processo produrrò prove documentali e testimonianze», ha dichiarato il legale, «che dimostreranno che da parte del mio cliente non c'è stata alcuna violazione. Probabilmente il giudice ha deciso per il rinvio a giudizio per dare modo di avere approfondimenti in sede processuale». Caiazza sarà giudicato con il rito ordinario.
Trotta si tolse la vita poche ore dopo l’arresto nell’ambito di un’inchiesta su una gara d’appalto da oltre 11 milioni di euro indetta dalla Asl pescarese per l’affidamento della gestione di residenze psichiatriche extra ospedaliere.
Il giudice Fabrizio Pasquale nell’udienza di dicembre ha deciso di rigettare la richiesta di citazione come responsabile per la morte del professionista del ministero della Giustizia-Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria avanzata dai genitori e dal fratello di Trotta. Questi ultimi si sono costituiti parte civile. Subito dopo il gup ha accolto la richiesta di giudizio abbreviato presentata dal difensore della direttrice del carcere, l’avvocato Massimo Solari. Anche il pubblico ministero, Silvia Di Nunzio, ha chiesto l'assoluzione della dirigente.
Le ipotesi di reato da cui dovrà difendersi l'assistente capo il 27 marzo sono omicidio colposo e violazione dell'articolo 40 del codice penale per non aver impedito il decesso di Trotta che si impiccò con il laccio dei pantaloni della tuta legandolo al gancio di apertura di una finestra. A giudizio dell'accusa il gesto si sarebbe potuto evitare se l'uomo fosse stato sorvegliato e custodito costantemente come previsto dalle norme. A Trotta invece fu permesso di tenere nella propria cella un televisore che gli diede modo di seguire tutte le notizie che parlavano del suo arresto.
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