«Sull’episodio di giovedì può scattare l’ammonizione»

LANCIANO. Ammonizione e riprensione, non di certo la scomunica: sono queste le “pene” che monsignor Emidio Cipollone potrebbe infliggere al priore, o al direttivo o all’Arciconfraternita di San...
LANCIANO. Ammonizione e riprensione, non di certo la scomunica: sono queste le “pene” che monsignor Emidio Cipollone potrebbe infliggere al priore, o al direttivo o all’Arciconfraternita di San Filippo Neri - che come associazione di fedeli è soggetta anche al diritto canonico - se dovesse ravvedere comportamenti non consoni tenuti durante l’uscita del Cireneo di giovedì santo. «Non ci saranno di certo pene severe come la scomunica», spiega l’avvocato ecclesiastico di Lanciano, Simona Genovesi, «per questo presunto “atto di disobbedienza”, di certo non doloso, a un provvedimento dell’autorità ecclesiastica, ossia al vescovo che emette provvedimenti vincolanti per i fedeli nella nostra diocesi. In base al diritto canonico si potrebbe applicare il canone 1.339 dove troviamo l’ammonizione e la riprensione che hanno valore di richiami. In seguito alla indagine il vescovo può ammonire colui che compie un delitto (termine che indica un reato, ndc) oppure prevedere la riprensione del comportamento contrario alla norma emanata che ha turbato l’ordine pubblico. A questi due provvedimenti possono seguire delle penitenze, che sono opere di pietà, religione o carità». (t.d.r.)
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