«Sulla scomparsa di Benito chi sa parli»

Anziano sparito da 291 giorni. Loconsole (Penelope): «Le istituzioni ci hanno abbandonato: bisogna riprendere le ricerche»
GUARDIAGRELE. «Bisogna assolutamente riprendere le ricerche soprattutto nei luoghi impervi nelle vicinanze dell’abitazione di Benito Della Penna». È l’appello di Annalisa Loconsole, presidente dell’associazione Penelope Abruzzo, l’associazione degli scomparsi, che dallo scorso 15 marzo non ha mai abbandonato la famiglia dell’83enne. «Siamo rammaricati perché come associazione abbiamo cercato di fare di tutto. Ma le istituzioni sono ferme. Siamo sgomenti di fronte a tanta inerzia. Non sappiamo più a chi rivolgerci».
Le ricerche sono state chiuse, infatti, lo scorso 28 marzo, dopo soli 13 giorni dalla scomparsa di Benito. «Nonostante i successivi incontri anche nelmunicipio di Guardiagrele, dove erano presenti carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile e Croce rossa, non è stato mosso un dito», continua Loconsole. «Con questo non voglio denigrare il lavoro che è stato fatto ma è opportuno che, con appositi strumenti, siano perlustrate le zone escluse finora dalle ricerche. Con un metal detector, ad esempio, è possibile trovare la stampella di Benito, fatta di metallo». Sono state fatte anche svariate richieste al Soccorso alpino e speleologico che, con maggiori attrezzature a disposizione, avrebbe potuto raggiungere le zone più interne, senza però ottenere nessuna risposta. «Purtroppo sono poche le province virtuose che prendono a cuore vicende del genere e vanno avanti con le ricerche: noi non siamo stati così fortunati». Pare ci sia anche la testimonianza di un ragazzo che passa tutti i giorni lungo la strada percorsa solitamente da Benito per andare a Guardiagrele da Lanciano e pare che abbia dichiarato: “Che cercate? Qui c’è stato un omicidio”. Loconsole non nega una ipotesi del genere: «A quell’ora, verso le 17,30 inizia a fare buio e anche i mezzi agricoli vengono ritirati dalle campagne. È possibile che involontariamente qualcuno non abbia visto Benito e, preso dal panico, abbia nascosto il cadavere non molto distante da lì. Che abbia avuto paura». La famiglia si sta muovendo infatti per richiedere che vengano utilizzati cani da cadavere per perlustrare le zone circostanti la loro abitazione. «Li ho indirizzati io stessa a un addestratore di cani da cadavere che opera in Europa. Stiamo aspettando che arrivino. Pensare», aggiunge Loconsole, «che i familiari di Benito si affaccino alla finestra sapendo che il loro congiunto potrebbe essere lì vicino, è tremendo».
Solo dopo la trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?” una squadra di cani della K9 è stata portata spontaneamente a perlustrare la zona, ma erano animali da fiuto. I familiari hanno dovuto provvedere privatamente a continuare le ricerche. «Non vorremmo che fossimo noi a trovare qualcosa al posto delle istituzioni, perché è loro il compito di tutelare ogni cittadino quando si verificano casi del genere». Loconsole conclude: «Chiunque sappia qualcosa, anche sotto forma di lettera anonima, parli. La famiglia di Benito ha il diritto di sapere dov’è il loro caro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

