Supercarcere, sette telefonini nelle fogne

Un microcellulare trovato in uso a un detenuto, altri sei apparecchi funzionanti nascosti negli scarichi dei bagni
LANCIANO. Sette cellulari nascosti nelle fogne del supercarcere di Villa Stanazzo. Li ha trovati la polizia penitenziaria dell’istituto, dopo aver scoperto un detenuto del reparto di Alta sicurezza che tentava di disfarsi di un apparecchio buttandolo nello scarico del bagno. In seguito a incessanti indagini, avviate nei giorni scorsi nella casa circondariale di Lanciano, la polizia penitenziaria è arrivata a scoprire altri sei telefonini. Seguendo il percorso delle fogne, gli agenti li hanno trovati in un punto dello scarico in cui gli apparecchi restavano bloccati. Lì ne sono stati trovati cinque, altri due nelle celle. La prima perquisizione, su disposizione della magistratura, è scattata venerdì scorso.
A dare il via ai controlli serrati, aggiunti alle normali perquisizioni che ogni mattina vengono effettuate, è stato un detenuto pugliese dell’Alta sicurezza, esponente della criminalità organizzata, colto in flagrante mentre teneva in mano un telefono cellulare che ha tentato di buttare nel water. «Grazie alla tenacia e alla perseveranza di alcuni poliziotti, diretti dal comandante Gino Di Nella», sottolinea il Cosp (Coordinamento sindacale penitenziario), «si è provveduto a inasprire i controlli e in alcuni cavedi fognari sono stati rinvenuti altri sei apparecchi telefonici provvisti di nano sim e perfettamente operativi». Tra essi anche un paio di micro cellulari, lunghi appena 7 centimetri, come un accendino.
Da Napoli a Ivrea, da Perugia a Trapani, sono l’ultima trovata dei carcerati per comunicare all’esterno con i propri cari, nel migliore dei casi, oppure continuare a gestire dalla cella traffici e affari criminali. Gli apparecchi sono stati sequestrati e al comando di Lanciano sono state affidate ulteriori indagini finalizzate ad esaminare le schede telefoniche, il cui contenuto potrebbe portare a ulteriori sviluppi.
Non è il primo cellulare che viene ritrovato nel carcere di Villa Stanazzo, ma mai così tanti in una volta sola. E potrebbero essercene altri, per questo le ricerche saranno ampliate a tutto l’istituto. Telefoni cellulari sfuggiti ai controlli perché «nella struttura penitenziaria di Lanciano», annota il Cosp, «vi è una eccezionale carenza di personale a cui si aggiungono turni di servizio che vanno oltre l’ordinario». Sono 135 gli agenti in servizio (ne servirebbero 157) e circa 250 i detenuti; lo scorso marzo è stato inaugurato un nuovo reparto con 46 posti.
«Quello che è successo a Lanciano succede in tutti gli istituti penitenziari in cui c’è poco personale e i turni sono massacranti», sottolinea Ruggero Di Giovanni della Uil-Pa, «un plauso va ai colleghi che, malgrado la situazione renda difficoltosi i controlli, riescono comunque a fare il loro dovere».
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