Svelato il piano dopo Teateservizi I sindacati ancora in agitazione

14 Marzo 2024

Il sindaco: «Ecco come andranno avanti i servizi se il curatore non presenterà l’esercizio provvisorio» I parcheggi potrebbero essere internalizzati e si sceglierebbe un affidamento temporaneo per i tributi

CHIETI. Le sorti della Teateservizi e dei suoi 25 lavoratori passano nelle mani del tribunale: sarà il giudice a dover dare il nullaosta all’esercizio provvisorio che il curatore fallimentare, l’avvocato Guglielmo Flacco, è intenzionato a chiedere. Da valutare ancora se avanzarlo per entrambi i servizi che gestiva la Teateservizi, cioè parcheggi a pagamento e tributi, o solo per il secondo ramo, quello che permette al Comune di risanare le casse logorate dal debito milionario. Questo è lo scenario che ieri mattina si sono trovati davanti le sigle sindacali e le Rsa aziendali che hanno partecipato all’incontro in videoconferenza con la prefettura, rappresentata dal capo di gabinetto Martina Iurescia. A collegarsi dal Comune c’erano anche il sindaco Diego Ferrara e l’assessore alle Partecipate Massimo Cassarino che tra le mani hanno il tanto atteso piano B. Ora sono pronti a metterlo in azione se il giudice dovesse rifiutare l’esercizio provvisorio o se il curatore Flacco dovesse decidere di chiederlo solo per uno dei due servizi.
IL PIANO B DEL COMUNE«Stiamo lavorando al famoso piano B, cioè l’affidamento temporaneo». A dirlo sono il sindaco Ferrara e l’assessore Cassarino in una nota diffusa a fine riunione. Un affidamento che potrebbe essere messo in pratica nel giro di 30 giorni e sempre nelle more di una gara europea da cui verrà selezionato il nuovo gestore del servizio tributi. Questo è lo scenario che si presenterà se il tribunale bocciasse la richiesta di esercizio provvisorio avanzata dal curatore. «Noi non possiamo fare altro che agevolare questa soluzione», continuano gli amministratori che chiariscono anche la posizione del Comune sulla gestione delle strisce blu, settore che frutta 850mila euro di entrate. «Ci teniamo pronti anche a un’eventuale reinternalizzazione dei parcheggi», dicono gli amministratori, «che potrebbe rendersi imminente, se il curatore non la inserirà nella richiesta di esercizio provvisorio, in tal caso il Comune si sostituirà alla Teateservizi e potremo noi riassorbire tutti i lavoratori attraverso la società interinale, come avvenuto per i cimiteri e gestire i rapporti con le società che si occupano della raccolta dei soldi dai parcometri e di guardiania».
il contratto di solidarietàDue ore e più di videoconferenza che lascia i sindacati non pienamente soddisfatti: si aspettavano soluzioni più concrete dopo tre settimane dal fallimento della società. A partecipare c’erano Giuseppe Rucci (Fp Cgil), Simone Di Lanzo (Cisl Fp), Francesca Piscione (Felsa Cisl), Marco Angelucci (Uilfpl), Ernesto Magnifico (Uiltucs), Smeraldo Ricciuti (Confsal Funzioni locali), Davide Farina (Uil Fp) insieme ai rappresentanti delle Rsa aziendali. All’unisono chiedono di applicare il contratto di solidarietà che consente a tutti e 25 gli impiegati di essere riassunti, ma facendo meno ore di lavoro. «Se l’esercizio provvisorio non dovesse essere accettato, il Comune deve partire con il piano B all’istante», è il commento di Rucci (Fp Cgil), «e ci deve essere la reintegrazione di tutti gli impiegati». «Ben accogliamo i segnali positivi dell’amministrazione che dimostra di avere a cuore le sorti dei servizi», dice Di Lanzo (Cisl Fp), «auspicavamo che il curatore potesse darci risposte certe, capiamo il lavoro che ha da fare ma chiediamo di sciogliere la riserva al più presto». Sulla stessa linea anche la voce di Ricciuti (Confsal Funzioni locali): «Non ci sono stati sciolti molti dubbi a dire la verità», confessa il sindacalista, «noi chiediamo la riassunzione di tutti i lavoratori, non di un numero parziale».
LO STATO DI AGITAZIONEÈ per questo che all’unisono i sindacati non sciolgono lo stato di agitazione dichiarato lo scorso 4 marzo. «Non abbiamo ancora certezze e le nostre preoccupazioni non sono state fugate», aggiunge Ricciuti, «il tentativo di riconciliazione resta aperto». Quello di ieri sembra quindi essere stato più un incontro interlocutorio tra le parti che aver avviato una procedura di raffreddamento.