Sversamenti nella rete fognaria: multa all’imprenditore vinicolo

22 Gennaio 2022

Il titolare dell’azienda sanzionato dopo l’allarme della Sasi: scaricava reflui inquinanti nella condotta E la capitaneria smaschera un pescatore: utilizzava abusivamente la barca da diporto per la pesca

ORTONA . Il titolare di un’azienda vitivinicola di Ortona è stato multato dalla locale capitaneria di porto: ha scaricato ingenti quantitativi di reflui inquinanti nella condotta fognaria, con il rischio di compromissione del depuratore comunale gestito dalla Sasi. È stata proprio la società che gestisce il servizio idrico, dopo aver rilevato una colorazione anomala dei reflui nel depuratore di Tamarete, ad allertare il personale della guardia costiera, predisponendo i necessari blocchi per evitare che il materiale venisse riversato nel canale Peticcio e quindi successivamente in mare. Le indagini, svolte con l’ausilio della mappatura degli scarichi autorizzati lungo la rete interessata e fornita dalla Sasi stessa, hanno consentito di risalire ad un’azienda dell’entroterra che stava sversando del liquido di colore giallo scuro e che i campionamenti effettuati, in collaborazione con i laboratori dell’Arta, hanno confermato trattarsi di reflui fuori dai parametri legali. Ora saranno la Regione Abruzzo e la Sasi a determinare l’ammontare della sanzione (l’importo va dai 3mila ai 30mila euro), nonché i termini per l’adeguamento dello scarico al fine di evitare la successiva chiusura dello stesso.
Sempre sul fronte dei controlli nei giorni scorsi è stata portata a termine un’attività d’indagine che ha consentito, previ appostamenti e verifiche incrociate tramite le banche dati in uso al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, di smascherare un pescatore che aveva pensato di adibire ad imbarcazione da pesca, con tanto di licenza e matricola, una semplice barca da diporto, sulla quale erano state apportate delle modifiche esterne e iscrizioni sullo scafo.
Ad insospettire i militari della guardia costiera ortonese durante un controllo in mare, è stata proprio l’iscrizione della matricola sulla fiancata della barca, realizzata a mano, e la presenza di un verricello salpa-reti, attrezzo tipico di una unità da pesca professionale.
Dai controlli successivi è risultato che l’unità, di stanza nel porticciolo di Vallevò, non solo veniva utilizzata abusivamente come ordinario mezzo di lavoro per la pesca di grandi quantitativi di pesce, ma che per aggirare eventuali controlli sulla stessa erano stati utilizzati documenti – tra cui la licenza di pesca rilasciata dal ministero – appartenenti ad un’altra imbarcazione.
L’unità in questione, ritenuta pericolosa per la navigazione e per l’ambiente marino data anche la presenza di modifiche apportate allo scafo senza alcuna certificazione di sicurezza, è stata posta sotto sequestro, con provvedimento convalidato dall’autorità giudiziaria di Lanciano.
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