«Sì, a settembre qualche scuola sparirà»

Ultimo consiglio della storia della Provincia, annuncio choc del presidente: finiti i soldi per gestire istituti superiori
CHIETI. «C’è il rischio concreto che qualche scuola superiore non riapra a settembre per gli elevati costi di gestione non più sostenibili per l’ente». Enrico Di Giuseppantonio, presidente della Provincia, si congeda dal consiglio provinciale, riunitosi ieri per l’ultima volta, con parole che lasciano poco spazio all’interpretazione. Anzi, la legge 56 che trasforma le Province in enti di secondo livello è tutt’altro che chiara. I prossimi mesi saranno contraddistinti, almeno fino al termine dell’anno, dalla presenza di Di Giuseppantonio, in qualità di presidente-commissario, e della giunta in attesa che l’assemblea dei sindaci e i consiglieri comunali del territorio indichino il nuovo organo direttivo provinciale. Sia il presidente che gli assessori non percepiranno stipendio e saranno chiamati a far fronte agli impegni relativi all’amministrazione ordinaria dell’ente.
Compiti in cui rientrano la manutenzione delle scuole e delle strade. Considerando che la Provincia è un ente dichiarato strutturalmente deficitario dal ministero non sarà facile far quadrare i conti.
«La legge 56, purtroppo, presenta lacune normative non ancora sanate in termini operativi da parte del Governo ma le affronteremo», assicura Di Giuseppantonio, «coordinandoci con le altre Province abruzzesi. Per ora ringrazio tutti i consiglieri provinciali e il presidente del consiglio provinciale, Enrico Rispoli, per aver condiviso insieme un mandato faticoso caratterizzato da cinque anni di difficoltà gestionale dettate dalla situazione finanziaria dell’ente e dalle criticità di governo tipiche di un comprensorio martoriato dalla crisi generale».
Parole che riecheggiano in un’aula consiliare composta come non mai dove non sono mancati interventi strappalacrime di alcuni consiglieri. Anche perché il consiglio provinciale teatino cessa di esistere dopo una lunga storia partita a metà dell’Ottocento con l’elezione del primo presidente, l’avvocato Gianni Giovannicola de Prospero di Montelapiano, datata 1861.
Adesso, a distanza di 153 anni, cala il sipario sull’organo amministrativo della Provincia a causa di una riforma definita dal presidente “propagandistica”. Un concetto motivato così.
«La verità è che le Province ci sono ancora ma si è persa la cosa più importante, ovvero il voto della gente che dava molta responsabilità agli eletti. Ora si rischia», avverte Di Giuseppantonio, «di doversi districare tra mille localismi».
Enrico Rispoli, presidente del consiglio provinciale, aggiunge. «Ritengo che il nostro lavoro sia stato svolto in maniera proficua e in modo tale che le future gestioni», afferma, «ne possano trarre il miglior risultato possibile per il bene del nostro territorio e della comunità amministrata. L’augurio è che i servizi e le società in capo all’ente, a partire dall’Ops, restino di emanazione pubblica».

