Sì ai tavolini all’aperto, limiti per i gazebo

Accordo tra Comune e Soprintendenza, l’assessore Caporale: «Ora i locali possono lavorare»
LANCIANO. Bar e ristoranti potranno utilizzare tavolini, sedie e ombrelloni all’aperto tutto l’anno, mentre le strutture rigide saranno consentite solo per sei mesi. È questo l’accordo che la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo ha sottoposto al Comune in materia di dehors, gli spazi all’aperto attrezzati fuori dai locali. Ieri mattina il contenuto della proposta è stato illustrato ai titolari delle attività cittadine. «Siamo riusciti a far accettare la possibilità di posizionare tavolini e sedie anche nella zona dei Portici, che è un’area sottoposta a vincolo», spiega l’assessore al commercio Francesca Caporale, «potranno essere collocati sotto le arcate, lasciando un passaggio di un metro e mezzo per il passeggio, e fuori sul marciapiedi, non sulla nuova pavimentazione di corso Trento e Trieste. Ai Portici, però, le strutture rigide non saranno più consentite come in passato. Nelle altre zone, invece, potranno essere collocate solo per sei mesi nell’arco dell’anno. Abbiamo sottolineato i problemi che questo comporta: smontare e rimontare le strutture rovina i dehors e inoltre il loro stoccaggio comporta costi notevoli». Al momento, però, la posizione della Soprintendenza resta rigida. «La nostra intenzione è firmare il prima possibile l’accordo», dice Caporale, «in maniera da poter rilasciare le autorizzazioni necessarie (con l’accordo i tempi si accorciano perché la richiesta va presentata solo al Comune, ndc) e tutelare così la stagione estiva e il periodo delle Feste di Settembre. Poi, siccome è una scelta che incide su tutto il territorio regionale, si potrebbe iniziare una discussione con tutti i Comuni che hanno firmato il protocollo d’intesa con la Soprintendenza, la Regione e le associazioni di categoria, per capire se si può limare qualche aspetto dell’accordo, visto che nel resto d’Italia le condizioni sono differenti». Niente da fare anche per piazza Plebiscito, dove le attività presenti avevano messo in atto la cosiddetta protesta dei lumini: sedie e tavolini non possono occupare il sagrato della cattedrale e neanche il marciapiedi sotto la Torre civica. Resta a disposizione solo una fascia tra i locali e il portico della basilica, prima del ponte Diocleziano: qui potrebbe trovare posto circa 15 tavolini. (s.so.)

