Tagli al servizio Diabetologia Accuse anche dal Comune
LANCIANO. «La direzione Asl fa fare un passo in avanti all’ospedale Renzetti con l’inaugurazione del Pronto soccorso, e due indietro mettendo in ginocchio un servizio importante come la Diabetologia...
LANCIANO. «La direzione Asl fa fare un passo in avanti all’ospedale Renzetti con l’inaugurazione del Pronto soccorso, e due indietro mettendo in ginocchio un servizio importante come la Diabetologia e non dando personale e strumenti necessari persino per operare. Occorre un nuovo piano aziendale, che faccia capire quale sia la mission di questo presidio». È il vicesindaco Pino Valente (lista Progetto Lanciano) a porre l’accento sul problema della Diabetologia al collasso dopo che in reparto - accorpato alla Medicina dallo scorso anno - è rimasto un solo medico in servizio a tempo pieno per 8 mila pazienti. Medico che fa quel che può, ma che è costretto a rimandare a casa utenti che hanno prenotato la visita anche 6 mesi prima, che hanno bisogno di controlli, di rivedere le terapie.
«Ci deve essere una politica univoca per il rilancio del Renzetti», dice Valente, «e quanto sta accadendo in Diabetologia fa capire che non c’è. Anzi, che si è tornati ai tagli. Anzichè dotare l’unità, a cui si rivolgono migliaia di malati, di altri due medici, se ne toglie addirittura uno in favore del territorio. Bene ha fatto il sindaco Mario Pupillo a incontrare subito il direttore sanitario Asl Pasquale Flacco, per chiedere che ritiri la disposizione, ma le rassicurazioni della direzione non bastano; servono azioni». Valente ricorda che ogni ora persa in attesa di un atto della Asl, persone malate vengono rimandate a casa o spedite a Chieti o nei distretti di montagna. «Non si può andare avanti così», lamenta il vicesindaco.
«La Asl in questo caso per chiudere una falla ha aperto una voragine», aggiunge Aldo Cerulli, di Cittadinanzattiva zi diabetici in Abruzzo sono in aumento ma anziché potenziare il servizio, a Lanciano si taglia. Quello della direzione Asl è un errore grave. Bisogna dotare l’unità di medici». Ma i problemi non ci sono solo per la Diabetologia. «Ci sono disservizi notevoli non tollerabili che si scaricano sugli ammalati», riprende Valente, «servono strumenti, personale, in quasi tutti i reparti. Poi è normale che quando accadono fatti spiacevoli il malato se la prende con il personale che non ha colpe». Quando si attendono giorni anche per un’operazione al femore che va fatta entro 72 ore, quando si entra in sala operatoria e ci si ritrova senza ferri, quando si aspettano ore per trovare un posto letto, si va in farmacia e non si trovano neanche gli aghi per l’insulina è facile poi prendersela con medici e infermieri.
Teresa Di Rocco
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