Tagli al sostegno, il Comune risarcirà l’alunna
Castel Frentano non ricorre contro la sentenza che aveva dato ragione ad una disabile
CASTEL FRENTANO. Il comune di Castel Frentano non ricorrerà al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che, ai primi di maggio scorso, ha condannato lo stesso Comune e l’Eas 23 Basso Sangro al risarcimento verso i genitori di un’alunna disabile. Complessivamente i due Enti dovranno pagare circa 10mila euro. La notizia è stata comunicata dal neo sindaco Gabriele D’Angelo, ai genitori degli alunni disabili residenti a Castel Frentano. Alla riunione erano presenti anche l’assessore ai servizi sociali, Tania Di Crescenzo, e l’assistente sociale che lavora per l’Eas. Il caso è di un’alunna disabile delle elementari cui il gruppo medico H, a febbraio 2013, 22 ore di assistenza educativa dettagliando le necessità assistenziali di cui ha bisogno per la frequenza scolastica: ingresso e uscita da scuola, uso dei servizi igienici, assunzione di alimenti. All’apertura della scuola (settembre 2014) l’Eas ha diminuito le ore a 14. A fine ottobre il monte ore è sceso a 12. Nella sentenza si dice che nello stanziare le risorse disponibili, le Autorità amministrative non possono determinare in materia arbitraria l’effettività dei diritti stanziando a proprio piacimento le risorse. «Oltre a chiedere scusa ai genitori per quanto successo nel passato» afferma D’Angelo «ho anche riferito che nell’ultimo incontro della conferenza dei sindaci dell’Eas, ho ribadito che il nostro Comune non farà ricorso al Consiglio di Stato. Inoltre ho espresso la nostra contrarietà al fatto che anche l’Eas, per ciò che le compete, possa farlo. La nostra posizione deriva da un impegno morale assunto verso le famiglie dei disabili e dal fatto che il Consiglio di Stato, nel passato, ha rigettato ricorsi simili. Andremo solo a spendere altri soldi». Il sindaco ha anche richiesto che nelle riunioni della commissione medica H, sia presente un rappresentante del Comune. «Ciò per conoscere in anticipo le ore assegnate ai disabili, perché se un Comune non sa le ore, come può impegnare la giusta copertura finanziaria. Le famiglie devono avere l’assistenza che spetta e per far questo c’è bisogno di una corretta programmazione».
Matteo Del Nobile
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