Tagli in ospedale: nuova azione in tribunale

21 Maggio 2015

Atessa, scatta la class action del Comitato spontaneo: «Traditi dalle false promesse dei politici»

ATESSA. Il Comitato spontaneo dei cittadini in difesa dell’ospedale di Atessa, mantiene la sua promessa di camminare da solo e, dopo la raccolta di firme in difesa del San Camillo, ha dato il via a una class action contro chi ha di fatto paralizzato la struttura sanitaria del nosocomio atessano. Un mese fa il Comitato disse: «Siamo stati traditi. Dispiace dirlo ma siamo stati presi in giro da una classe politica che ha illuso». La class action - azione collettiva legale condotta da membri di una determinata categoria di soggetti che chiedono la soluzione di una questione comune di fatto o di diritto - è portata avanti da tre legali atessani che rappresenteranno gli interessi di un intero territorio nel quale ricadono diversi Comuni.

«Si ritiene che il diritto alla salute sia essenziale e primario, alla base della società stessa, com’è del resto riconosciuto nella nostra Costituzione e in tutti i Paesi civili. Un diritto che una volta era solo per i più abbienti, e che grazie alle conquiste democratiche è diventato bene di tutti», affermano i rappresentanti del Comitato che aggiungono: «ci sembra giusto contemperare sprechi e sperperi, ma non si può tagliare senza riflettere, chiudendo di fatto un ospedale che serve un bacino di utenza di 15mila persone circa. La spesa sanitaria va ridisegnata con legge e con metodo partecipativo, tagliando lo spreco, non l’essenziale. Gli interventi amministrativi sino ad ora compiuti hanno prevaricato le leggi, e crediamo anche i diritti costituzionali, in modo illogico, oltre che illegittimo».

Il Comitato è stato promotore di diverse iniziative in favore dell’ospedale, come la raccolta di seimila firme. «Non si può spostare il 99% del personale di un ospedale perché c’è carenza in uno più grande, com’è stato fino a ora fatto, senza che tra l’altro ciò sia disposto da una legge concertata. È stato deciso, invece, con un semplice provvedimento aziendale. Tre sale operatorie nuove e a norma non possono essere inutilizzate o sottoutilizzate poiché un direttore aziendale decide che ti puoi ammalare il mercoledì piuttosto del venerdì, se abiti nel territorio di Atessa. Facile, troppo facile risanare i conti così. Si risanano i conti e si lasciano senza cure le persone che ne hanno bisogno».

Matteo Del Nobile

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