Tagliati 40 alberi: «Sono abusivi»

Vasto. Anche i cipressi nell’elenco degli abbattimenti dei manufatti a Canale
VASTO. “Le opere realizzate, compresa la piantumazione dei due filari di cipressi, creano ostacolo alla disponibilità della collettività”. Con queste motivazioni, riportate in una ordinanza firmata dal sindaco Francesco Menna, sono stati abbattuti i quaranta alberi ad alto fusto nel vialetto di accesso di una villa di località Canale, lungo la costa vastese. I tagli sono iniziati ieri mattina a distanza di neanche 24 ore dalla pubblicazione all’albo pretorio on line del Comune dell’ordinanza sindacale che dispone anche la rimozione della pavimentazione a secco, realizzata con pietre e con elementi prefabbricati di calcestruzzo. Sempre secondo l’ordinanza “la combinazione pavimentazione/cipressi crea un utilizzo carrabile ad uso esclusivo dei trasgressori”. Il provvedimento è stato notificato alla Provincia, alla prefettura, ai carabinieri forestali, alla polizia locale.
Qualche giorno prima le motoseghe si erano messe in azione per rimuovere siepi, cespugli e oleandri al confine con la Statale 16 Adriatica e gli operai comunali, unitamente alla polizia locale, erano intervenuti per lo sgombero di alcune opere abusive realizzate da privati che avevano avuto in concessione i terreni dalle Ferrovie. Un intervento che, secondo il sindaco Menna, “dovrebbe restituire un luogo alla collettività” per poterci realizzare, in futuro, il Parco San Benedetto. In quest’ottica, secondo molti cittadini, sarebbe stato molto più opportuno salvaguardare i cipressi e non abbatterli come invece è stato fatto. Protesta il Comitato Amici degli alberi. «Come dovremmo interpretare il sistema adottato dall’amministrazione comunale di pubblicare un’ordinanza di abbattimento il venerdì pomeriggio e trovare gli alberi oggetto del provvedimento abbattuti la mattina successiva?», dice Gian Carlo Denicola, referente del sodalizio, «lo stesso sistema è stato utilizzato di recente per i due pini della villa comunale, che hanno fatto spazio a nuove giostrine, ora ben esposte al sole cocente. Temo che questa tecnica abbia lo scopo di sterilizzare ogni nostro possibile intervento in difesa del patrimonio arboreo e questo comporterà sicuramente un raffreddamento delle nostre rimostranze. Ci vedremo costretti ad inasprire un rapporto che speravamo di portare sulla via della collaborazione», conclude Denicola. (a.b.)
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