Taglieri: no all’ampliamento della discarica
Il consigliere regionale M5S: il progetto su Cerratina è stato bocciato dal Comune e dalle aziende
LANCIANO. Il provvedimento che contiene la riprogrammazione delle volumetrie nelle discariche di Cupello e Lanciano (a cui spetterebbero 473mila metri cubi secondo lo schema previsto dalla Regione) tornerà in seconda commissione prima che al vaglio del consiglio regionale. Un passo indietro rispetto all'iter previsto «voluto dalle opposizioni e da una parte della stessa maggioranza», sottolinea il consigliere regionale del M5s Francesco Taglieri. Che aggiunge: «Il provvedimento era irricevibile e inaccettabile: proprio mentre il mondo punta all’economia circolare, e mentre l’assessore Nicola Campitelli fa propaganda sul futuro verde della Regione, in Abruzzo si punta ad ampliare la volumetria di discariche che già sono al massimo della capienza e che insistono in un territorio a vocazione agricola in cui si coltivano prodotti Dop e marchi di pregio della produzione vinicola abruzzese. Il progetto dell'ampliamento della discarica di Cerratina», ricorda Taglieri, «è già stato bocciato dal Comune di Lanciano nel giugno 2020 e da decine di aziende del territorio che chiedono da anni la bonifica del terreno e non certo una riprogrammazione che trasformerebbe la zona nella pattumiera d’Abruzzo. Il deposito di Cerratina, per esempio, è in esaurimento: rimangono circa 140 mila metri cubi di capacità per servire circa 68 comuni del territorio. È impensabile, quindi», continua Taglieri, «apportare un ampliamento della volumetria, ma nonostante l’evidenza dei numeri la Regione a trazione Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia vuole smaltire 470mila metri cubi nella discarica di Cerratina di Lanciano e 227mila metri cubi in quella di Civeta a Cupello, nonostante la disponibilità reale sia di 7mila. Stiamo esasperando un intero territorio», incalza Taglieri, «basti pensare che la discarica di Cerratina ha subito, dal 2012 al 2017, ben tre aumenti di volumetria, in una zona che è già stata pesantemente sfruttata per via della quasi confinante discarica di Serre, di siti da bonificare, e colpito da più ordinanze che vietano il prelievo di acqua per via di inquinamenti nella falda. Alla luce di questi dati, quello che più mette in luce il pressapochismo e l’incapacità di gestione del centrodestra è che il Piano regionale attuale sembra basato su una fotografia delle discariche anacronistica aggiornata, addirittura, al 2015 che riporta per Cerratina una disponibilità di 368.300 metri cubi, un dato ben lontano dalla realtà del 2022.
Per il M5s l'assessore Campitelli «dovrebbe pensare alla chiusura e bonifica degli impianti esistenti, piuttosto che all'aumento di altre volumetrie». (d.d.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

