Taglieri: ospedale nel decadimento totale

Il consigliere regionale M5S: sul Renzetti solo propaganda, il presidio naviga a vista ed è senza un futuro
LANCIANO. «Personale ridotto all'osso e costretto anche a spostarsi verso Atessa. Reparti senza primari e coordinatori infermieristici. Macchinari obsoleti e mancanti. Questo è l’ospedale Renzetti nella realtà che va oltre la propaganda del centrodestra regionale che parlava del 2021 come l'anno della rinascita del presidio». È il consigliere Francesco Taglieri a riaccendere i riflettori sull'ospedale di Lanciano, l’unico Covid-free della Asl che però versa in condizioni difficili: «C’è un decadimento generale del presidio, che naviga a vista ed è senza una visione per il futuro», attacca Taglieri. E il consigliere inizia l’analisi dal personale. «C’è una cronica e grave carenza di personale e Asl e Regione hanno programmato lo spostamento temporaneo (fino a fine marzo) di medici da Lanciano ad Atessa. Invece di fare assunzioni, in provincia di Chieti si pensa di intervenire sulle carenze di personale togliendone a una struttura già in difficoltà. Una scelta incomprensibile».
E poi il caso dell’urologia, con prestazioni ferme per mancanza di medici. «Adesso si sono bloccate tutte le prestazioni perché l'unico medico che c’è, è assente», fa notare Taglieri, quindi si va direttamente in altri presidi per problemi urologici. «E che dire dei tanti reparti privi di primari», continua il consigliere. «Si sapeva da mesi, ad esempio, che il direttore della Cardiologia-Utic sarebbe andato in pensione, e adesso che lo è, l'azienda non ha ancora nominato nessun sostituto. Ci sono già 16 candidati ritenuti idonei per il ruolo, ma la disorganizzazione cronica della Asl sta rallentando le procedure, con tutti i conseguenti disagi per il lavoro del reparto. Discorso simile per il primario di chirurgia e di tante altre unità. Manca da un anno il referente della unità semplice dipartimentale di Gastroenterologia e non sono ancora stati individuati i coordinatori infermieristici, figure professionali strategiche per i reparti».
Infine, ma non per ultima, manca la figura fondamentale per la programmazione ospedaliera: il direttore sanitario di presidio. Sugli infermieri, si rischia poi il collasso, visto che molti, non stabilizzati, sono in procinto di accettare lavori in altre regioni. E non va meglio con macchinari e lavori. «La tac, destinata al Renzetti, è sparita», dice Taglieri, «i cantieri amianto sono infiniti. La situazione è totalmente insostenibile. Il direttore generale Asl Thomas Schael e tutto l'apparato della politica regionale, si stanno dimostrando inadeguati ad affrontare sia l'emergenza pandemica che l'organizzazione del territorio. L'Ospedale Renzetti, ad esempio, doveva essere punto di riferimento per la parte chirurgica e l'area medica, rimanendo Covid-free: una cosa che, di fatto, non si è mai verificata. È il momento che il centrodestra intervenga». (t.d.r.)
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