Taglio di alberi alla Villa Scatta l’esposto del Wwf

29 Ottobre 2017

L’associazione ambientalista chiede l’intervento dei carabinieri forestali «I due tigli danneggiati dalla decisione di inglobarli nella struttura comunale»

CHIETI. «Senza i suoi storici alberi la Casina dei Tigli rischia di diventare... la Casina dei Tagli». Il Wwf interviene sulla decisione dell’amministrazione guidata dal sindaco Umberto Di Primio di abbattere due dei grossi alberi che caratterizzano da sempre l’edificio di proprietà comunale. Il motivo sarebbe la loro stabilità compromessa. Il Wwf Chieti-Pescara ha inviato un esposto ai carabinieri forestali nel quale ricorda che «nella Villa comunale esiste sin dalle origini del giardino pubblico, tra fine ’800 e inizio ’900, un filare di tigli, un viale di particolare valore storico e paesaggistico peraltro positivamente legato alla memoria della cittadinanza. Alcuni di questi tigli», ricorda l’associazione, «nel 2007, all’epoca della giunta Ricci, in occasione della ristrutturazione che ha dato alla Casina l’aspetto attuale, erano stati, assurdamente, inglobati nella struttura, in condizioni tali da ostacolarne il normale ciclo vegetativo». Adesso, sulla base delle verifiche affidate al centro ricerche agronomiche e ambientali Res Agraria, la stabilità dei due alberi sarebbe a rischio, per cui il Comune ne avrebbe decretato il taglio, da effettuare il 6 novembre prossimo. Il Comune ha anche spiegato che in sostituzione delle piante abbattute è prevista la piantumazione di alberi nuovi, ma in altra zona della Villa comunale. Alla luce di tutto questo il Wwf ha chiesto ai carabinieri forestali di accertare «se l’abbattimento sia realmente necessario e se, prima di prevedere una tale drastica soluzione, siano state eseguite tutte le verifiche previste in questi casi (si tratta di alberi compresi in un viale storico, di particolare vetustà e di pregio naturalistico e storico-paesaggistico, ndr); se siano state acquisite le necessarie autorizzazioni; se non siano rilevabili specifiche responsabilità nell’inserimento degli alberi nella struttura e nella loro successiva gestione». Il Wwf chiede, cioè, se gli alberi non siano stati danneggiati dalla scelta di inglobarli in un ambiente chiuso e chiede, quindi, di perseguire i responsabili di eventuali violazioni o omissioni di legge, se queste dovessero emergere. Prima di diventare punto di ristoro la Casina dei Tigli fu, dagli anni ’30 del secolo scorso, un teatro all’aperto dove d’estate andavano in scena opere liriche e concerti. In entrambe le funzioni ha segnato per decenni la storia della città. L’attuale nome, ideato dal primo gestore Raffaele Zuccarini, risale al 1950. «Con i programmati abbattimenti», ironizza il Wwf, «il Comune dovrebbe cambiare il nome alla struttura: senza quegli alberi sarà decisamente più realistico la Casina dei Tagli». (s.so.)
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