Tangenti al cimitero, 20 testimoni La Procura: soldi per le sepolture

13 Ottobre 2021

Il prossimo 13 dicembre maratona in aula per ascoltare i testi citati dal procuratore Di Florio Sarà interrogato anche il cittadino vastese che per primo ha denunciato le richieste di denaro

VASTO. Venti testimoni, decine di riscontri probatori. Il prossimo 13 dicembre i giudici del tribunale di Vasto (presidente Bruno Giangiacomo, giudici a latere Stefania Izzi e Michelina Iannetta) dedicheranno l’intera giornata al processo scaturito dall’indagine denominata Eterno riposo su presunte tangenti al cimitero. Tredici gli imputati, un dipendente comunale, Luisito Lategano, e 12 cittadini, che avrebbero ottenuto tumulazioni, estumulazioni e altri favori pagando – secondo quanto sostenuto dal procuratore della Repubblica, Giampiero Di Florio – somme che oscillavano dai 150 ai 700 euro. Ieri mattina in aula c’era solo uno degli accusati, Lategano, assistito dall’avvocato Antonello Cerella. Il collegio giudicante ha accettato di ascoltare tutti i testi dell’accusa.
Il 13 dicembre sarà una lunga maratona necessaria per far luce su una delle vicende più inquietanti accadute a Vasto negli ultimi anni. Il Comune di Vasto si è costituito parte civile. Anche un cittadino, V.D.A., si è costituito parte civile assistito dall’avvocato Raffaele Giacomucci. A lui erano stati chiesti soldi per spostare altre salme e fare posto alla mamma. Fu V.D.A. il primo a denunciare quello che accadeva nel cimitero vastese in commissariato. Anche V.D.A. sarà ascoltato il 13 dicembre. Tre mesi fa altri due dipendenti comunali avevano patteggiato la pena di 2 anni di reclusione. Due beneficiari dei favori cimiteriali, hanno invece patteggiato una pena di sei mesi.
Lategano e altri 12 cittadini preferiscono affrontare il rito ordinario. Al procuratore Giampiero Di Florio gli uomini del commissariato hanno fornito documenti e riscontri accertati anche all’interno di alcune tombe vicine all’ingresso principale del cimitero. Gli agenti, scesi addirittura sotto terra per verificare le tumulazioni, sostengono che le tumulazioni erano spesso pilotate e soprattutto “care” economicamente. L’inchiesta, avviata tre anni fa, ha smantellato una presunta gestione parallela del cimitero. Oltre ai riscontri e alle verifiche sono stati numerosi anche gli interrogatori. Eppure uno stuolo di avvocati assicura di poter dimostrare la buona fede degli imputati. Lategano ha sempre negato di avere preteso o indotto i cittadini a versare denaro per tumulazioni, esumazioni e trasferimento delle salme. Per questo, non ha voluto il patteggiamento. Secondo la Procura, al contrario, lui come gli altri dipendenti comunali finiti nei guai, avrebbe lucrato acquisendo la disponibilità dei loculi attraverso attività cimiteriali irregolari o favorendo l’estumulazione di salme e la loro trasformazione in urne cinerarie per fare posto ad altri morti. Questo avveniva anche quando lo stato degenerativo delle salme non lo consentiva.