Tangenti, «cittadini disattenti»

11 Marzo 2017

Il procuratore Di Florio: «C’è una sorta di connivenza verso i reati contro la P.A.»

SAN SALVO. «Nel vastese esiste un problema sicurezza così come in altre realtà locali, in cui purtroppo la criminalità, specie di questi tempi, ha alzato un po’ il tiro. Bisogna essere pronti, soprattutto sotto il profilo della prevenzione, e cercare di scongiurare il pericolo di aggregazioni di una criminalità di maggior spessore». Lo ha detto il procuratore capo della Repubblica presso il tribunale di Vasto, Giampiero Di Florio, nel corso di un convegno sulla sicurezza moderato da Orazio Di Stefano, al quale hanno partecipato Vincenzo Castelli, consulente di sicurezza urbana, Gaetano Bonetta, direttore del dipartimento di Scienze sociali della d’Annunzio, il giornalista Antonio Del Giudice. Se da una parte, ha sottolineato Di Florio, c’è grande sensibilità verso i reati ai danni del patrimonio, dall’altra, «c’è una particolare disattenzione per i reati contro la pubblica amministrazione, come se fossero reati che non interessano il cittadino». E cita l’esempio di chi incassa un appalto dopo aver pagato tangenti, «che vive questa cosa in maniera serena, senza avere sensi di colpa, e senza che magari il vicino di casa che lo sa, e l’amico che ne viene a conoscenza, si sentano in dovere di riferire all’autorità giudiziaria. Una sorta di connivenza», aggiunge Di Florio, «probabilmente dovuta a fattori culturali. Molti reati fanno perdere il senso della sicurezza addirittura da sollecitare l’intervento di un esercito anche a Vasto. Per altre tipologie di reati invece tutto tace, tutto resta silente, come se ci fosse una connivenza, non ai limiti del concorso, ma quasi una condivisione». Per non parlare, ha concluso, di quella zona grigia «difficile da smantellare», di professionisti a servizio di imprese che entrano a gamba tesa negli appalti .