Tangenti in Veneto, arresto per Guerrato

La omonima ditta dell’imprenditore gestisce a Chieti la manutenzione della D’Annunzio
CHIETI. L’arresto di Saverio Guerrato, l’imprenditore veneto titolare dell’omonima società, ha avuto eco anche in Abruzzo, suscitando qualche preoccupazione per i riflessi che potrebbero esserci anche in sede locale. Infatti la Guerrato nel capoluogo abruzzese gestisce la manutenzione degli alloggi del Progetto Case e Map, oltre ad aver ristrutturato tre padiglioni dell’Ospedale San Salvatore, danneggiati dal terremoto, mentre a Chieti ha l’appalto della manutenzione dell’Università d’Annunzio, ottenuto malgrado i ricorsi della Manutencop. Ad eseguire l’arresto, ai domiciliari, la guardia di finanza nel quadro della inchiesta “Imperator”: a Guerrato viene contestato un presunto giro di tangenti, che ha portato in carcere anche il sindaco di Abano Terme, Luca Claudio, appena rieletto, l’ex sindaco di Montegrotto Massimo Bordin e due imprenditori, Massimo Trevisan e Luciano Pistolitto.
Indagini sono ancora in corso, su tutta la documentazione sequestrata dalle Fiamme gialle. Si diceva dei riflessi che la notizia della clamorosa operazione veneta della Finanza sta avendo in Abruzzo. Di fronte a questa svolta infatti tornano attuali le polemiche suscitate a L’Aquila e Chieti per la gestione dei rispettivi appalti. A L’Aquila i sindacati contestarono il ribasso del 41% con il quale il raggruppamento di imprese, di cui la Guerrato faceva parte, si era aggiudicato l’appalto, mentre all’Università di Chieti l’affidamento esterno dei servizi di manutenzione venne contestato perché risultava molto più oneroso di quello preesistente fatto in house con la Fondazione dell’ateneo. Si tratta di un appalto di consistente valore, visto che si parla di 63 milioni più Iva per nove anni, contro una spesa, sostenuta in precedenza, con l’affidamento alla Fondazione, di circa 18 milioni. A suo tempo l’appalto dei servizi di manutenzione visse vari momenti: ci fu anche una gara indetta dall'Ateneo, nel 2013, che fu bocciata dal Tar. La decisione finale del rettore Carmine Di Ilio e del direttore generale Filippo Del Vecchio fu quella di far ricorso alla Consip per procedere con l’assegnazione diretta alla Guerrato. A suo tempo ci furono polemiche ed anche atti interni che crearono contrasti sempre risolti in favore dell’assegnazione alla ditta veneta del servizio. A questo punto è ovvio che la tempesta che sta colpendo la Guerrato, una delle principali imprese venete, attiva in più settori, suscita molto interesse anche da queste parti.
Gino Di Tizio
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