«Tanta amarezza, subito soluzioni»

Le reazioni. L’ex Ferreyra: la città merita di più. Tumini: un epilogo che fa male
VASTO. Alla fine è accaduto quello che nessuno si aspettava. La Vastese è retrocessa in Eccellenza.
Uno dei primi ad esprimere la propria amarezza per la retrocessione dalla serie D dei biancorossi è stato Christian Pablo Ferreyra, ex centrocampista della Pro Vasto promossa per l'ultima volta nella sua storia nei professionisti negli anni 70. Attraverso Facebook Ferreyra ha commentato così la retrocessione: «Dispiace tanto, Vasto è una città che merita molto, ma molto di piu. Spero che qualcuno riesca a portare la ex Pro Vasto, ora Vastese, nel calcio che conta. CI vediamo presto. Forza Vasto sempre».
La società oggi si riunisce per valutare se c'è possibilità di ripescare la squadra, intanto in città l'amarezza è tanta. «Da tifoso e da assessore allo sport», commenta Carlo Della Penna, «posso solo dire che la delusione è tanta, troppa. Credo che adesso sia arrivato il momento di riflettere ma allo stesso tempo lavorare per una nuova società calcistica che ridia credibilità all'ambiente, poiché la pagina di calcio scritta domenica non si cancellerà tanto facilmente. Bisognerà lavorare per riportare entusiasmo in un ambiente come il nostro. I tifosi che abbiamo, non meritano queste umiliazioni ma ben altri palcoscenici».
«È una retrocessione che fa male», dice Gabriele Tumini, ex presidente che portò la squadra biancorossa in serie C. Tumini, che è rimasto legato al calcio vastese, è amareggiato e non lo nasconde: «Ho appreso la notizia con dolore», dice, «l’epilogo di questo campionato fa male ai tifosi che non credo si aspettassero la retrocessione, e fa male anche all'immagine della città. Dopo un anno di illusioni hanno perso tutti. Anche Vasto ha perso. Vasto merita di tornare al calcio che tante soddisfazioni le ha dato. Spero davvero che si trovino soluzioni».
La delusione e l'amarezza è condivisa dal consigliere comunale Francesco Prospero. «In uno stadio gremito e colorato di biancorosso», riflette Prospero, «è accaduto ciò che fino a qualche settimana fa era impensabile. La retrocessione avvenuta al termine del derby dell'Adriatico, è una ferita difficile da rimarginare. Ricordo ancora con sofferenza», dice Prospero, «la retrocessione dalla serie C alla serie D con l'Avezzano e il Celano . Queste partite lasciano un segno indelebile nei cuori biancorossi». (p.c.)
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