Tante rose rosse per l’ultimo saluto al “Re del cinema”

17 Marzo 2017

«Era l’amico di tutti». Poche parole, pronunciate all’inizio della cerimonia funebre, che ben rendono l’idea di chi fosse Saverio Albanese. A descrivere la persona, l’uomo che ha segnato un pezzo di...

«Era l’amico di tutti». Poche parole, pronunciate all’inizio della cerimonia funebre, che ben rendono l’idea di chi fosse Saverio Albanese. A descrivere la persona, l’uomo che ha segnato un pezzo di storia di Ortona è stato padre Camillo D’Orsogna, che ha celebrato nel primo pomeriggio di ieri i funerali del “re del cinema”. Si è spento a 95 anni colui che ha gestito ben due cinema nell’immediato dopoguerra ortonese, seguendo le orme del padre Tommaso, detto “Washington” per via della sua permanenza in un periodo di tempo nella città americana. Tommaso negli anni Trenta aveva aperto a Ortona due sale cinematografiche: il cinema Washington lungo via della Libertà e quello Corso nelle vicinanze della cattedrale di San Tommaso. Ed è proprio nella cattedrale del santo patrono di Ortona che si sono svolti i funerali di Albanese. Sulla bara le rose rosse, il colore dell’amore, quello viscerale che aveva per la sua città. «Era un uomo che amava la sua Ortona», ha ricordato padre Camillo durante l’omelia, «era un grande devoto di San Tommaso». Nella basilica c’erano i figli Claudio, Paride, Massimiliano e Sonia, ma anche tante persone che lo conoscevano e che ben sanno ciò che ha rappresentato Saverio per la comunità. «Era una persona squisita, disponibile con tutti e ben voluta», aveva detto di lui appena dopo la morte l’amico, Elio Giannetti. «Molte volte faceva entrare i più piccoli anche se non avevano a disposizione l’intera somma per poter assistere alla visione del film». Una testimonianza simile l’ha data padre Camillo D’Orsogna: «Lo ricordiamo con grande affetto, è stata una persona simpatica, gioiosa, sorridente», ha ammesso, per poi concludere l’omelia con un «grazie per tutte le cose che hai fatto per questa terra». Un ringraziamento che arriva dall’intera Ortona, una città che perde uno dei suoi storici pilastri. Ciao Saverio. (a.s.)